Presentazione: Una Bambola con gli occhiali, Maria Cristina Cesa

    Ci sono gesti che attraversano il tempo, sentimenti che sopravvivono nonostante il corso degli eventi. Una bambola, uscita per caso da uno scatolone conservato per anni, inizia involontariamente a raccontare una storia ormai persa nel tempo e rimasta incompiuta. A mettere la parola fine. Ci proveranno un antiquario, sua figlia, un artigiano e due ragazzi, che grazie alla bambola, troveranno il coraggio di affrontare anche i propri conflitti interiori.

     

     

    La Trama.

    Roma. Un antiquario viene in possesso di una bambola appartenuta ad una vecchia signora. Nel portarla a restaurare, scopre una storia accaduta 60 anni prima. Inizia così una ricerca a ritroso per provare a mettere la parola fine a quanto rimasto incompiuto.

     

    L’Autrice

    Su di me, cosa posso dire? Scrivo da sempre, per me è quasi un bisogno. A volte trovo una storia, come in questo caso, altre volte restano solo idee.
    In passato ho pubblicato altri due libri di racconti (Racconti in Mi Minore; Granelli di Sabbia) che però considero oggi superati nel modo di scrivere.
    In uno di questi c’è anche, abbozzata, la storia della bambola con gli occhiali che poi nel tempo ho riveduto e ampliato.
    Sono sposata, ho due bambine e un criceto.
    Scrivo di solito la sera o nei tragitti in metropolitana, dove abbozzo le storie che poi rivedo con calma a casa.
    Non scrivo storie autobiografiche e mi infastidisce un po’ quando i lettori (di solito miei parenti) vogliono trovare a tutti i costi elementi che mi riguardano personalmente.
    Ho fatto mia una frase di Salinger, quando disse che scrivere significa “vivere le vite degli altri”, immedesimarsi in situazioni diverse e provare a raccontarle.

    Una bambola con gli occhiali
    M.Cristina Cesa
    Ilmiolibro.it, 2013, 100 pag., € 1,00
    ISBN 9788891044167

    Silbietta
    40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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