Intervista a Francesco Uccello

Oggi ho fatto una chiacchierata con Francesco Uccello, autore di “Mo te lo spiego a papà”

Ciao Francesco, raccontaci di te, cosa fai nella vita oltre a fare il blogger, lo scrittore ed il papà?

Da 15 anni lavoro come educatore per la cooperativa sociale Terra e Libertà di cui sono socio. Ci occupiamo di infanzia e adolescenza nella città di Napoli. Quotidianamente sono a contatto con i ragazzi e per loro prepariamo diverse attività che vanno da quelle scolastiche, a quelle ricreative, a quelle sportive e altre ancora con l’unico obiettivo che è quello di emancipazione e prevenzione.

 

Questa domanda te l’avranno fatta milioni di volte, ma mi viene spontanea. Ci sono tantissime mamme blogger come ti è venuta in mente l’idea di diventare un papà blogger?

Quando ho iniziato non sapevo quanti papà in rete ci fossero, ma poi mi sono accorto di essere uno dei pochi ed è stato ancora più bello. La mia idea era quella di dare un punto di vista diverso con lo stile che mi appartiene e così ho cominciato scrivendo cose che mi divertivano e che, nella tragedia di alcune giornate genitoriali, mi tiravano su solo per il fatto di descriverle per qualcun altro.

 

Com’è cambiata la tua vita da quando sei diventato papà? E da quando hai il blog? Che trovo interessante e divertente al tempo stesso. Mi piace molto il tuo modo di spiegare ai tuoi figli, il rispondere alle loro mille domande.

Nel mio libro Mo te lo spiego a papà racconto proprio come è cambiata la mia vita diventando papà, sia dal punto di vista materiale sia da quello emozionale. Da un lato si è ridotto il sonno, è aumentata la stanchezza e pure le cose da pagare, ma dall’altro c’è stata una eruzione di emozioni fortissima alle quali però ho dovuto disegnare un percorso perché c’è anche il rischio che tutto questo ti bruci. Il blog poi è stato terapeutico perché ho trovato un modo per sfogarmi, per raccontare agli altri le mie pressioni e le cose allucinanti che vivevo. Ho scoperto di non essere il solo e ho scoperto che scrivere alleggerisce la tensione e risparmi anche lo psicologo volendo.

 

Come e perché hai deciso di far diventare il blog un libro?

In verità non ho deciso io, ma ho ricevuto alcune proposte da parte di due case editrici e così alla fine con TEA abbiamo cominciato questa fantastica collaborazione. L’esperienza del libro è diversa sia in termini di scrittura che di coinvolgimento. Mi faceva piacere poter scrivere il libro per raccontare, con il mio stile, in maniera diretta quello che pensavo. Ho deciso di scrivere un libro perché non tutti frequentano la rete e devono sapere che anche i papà amano. (che è poi il nome dell’ultimo capitolo)

 

Ci sarà un seguito?

Non so ancora se ci sarà un seguito, ma di sicuro non smetterò di scrivere. Sul blog www.motelospiegoapapa.it troverete sempre le riflessioni e le peripezie di un papà alle prese con le domande difficili dei propri figli.

 

Quali libri ti sono rimasti nel cuore?

La Grammatica della Fantasia di Rodari, il Decamerone di Boccaccio e Momo di Michel Ende.

 

Quale libro hai sul comodino? Riesci a trovare il tempo di leggere?

Non ho molto tempo per leggere in questo momento tra bambini, lavoro e scrittura, ma sul mio comodino c’è Nel nome dello zio di Stefano Piedimonte e L’amica geniale di Elena Ferrante che leggo in maniera alternata appena posso.

Grazie mille della tua disponibilità, è stato un piacere conoscerti e al prossimo libro!

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