Inchiostro e Sensi: Doppio sogno, Arthur Schnitzler

L’orologio della torre del municipio scoccò le sette e mezzo. D’altronde non importava che ora fosse; il tempo gli era completamente indifferente. Non provava interesse per nulla e per nessuno. Sentì una leggera compassione per se stesso. Molto fuggevolmente, non proprio come un proposito, gli venne l’idea di recarsi a una qualsiasi stazione, partire, non importava per dove, sparire per tutti coloro che lo avevano conosciuto, ricomparire in qualche luogo all’estero e incominciare una nuova vita, sotto spoglie diverse. Si ricordò di certi strani casi clinici che conosceva dai libri di psichiatria, delle cosiddette doppie esistenze: un uomo spariva improvvisamente dalla vita normale, veniva dato per disperso, ritornava dopo pochi mesi o dopo anni, senza ricordare dove era stato tutto quel tempo, finché in seguito qualcuno con cui s’era incontrato da qualche parte in un paese lontano lo riconosceva, ma lui non aveva più memoria di nulla. E in forma più lieve a più d’uno doveva capitare la stessa cosa. Per esempio dopo aver fatto un sogno? Certo, ci si ricordava… Ma sicuramente c’erano anche dei sogni che si dimenticavano del tutto, dei quali non restava più traccia, tranne un certo strano stato d’animo, uno stordimento misterioso. Oppure si ricordavano solo più tardi, molto più tardi, e non si sapeva più se si era fatta un’esperienza reale o soltanto sognato. Soltanto… soltanto…!

Nella Vienna di inizio secolo, una storia di desideri inconsci e voglie irrealizzate,  due coniugi stanchi del rapporto di coppia che realizzano i propri desideri nei sogni o cercando di farlo nella realtà.

Il libro inzia con Fridolin, medico, e sua moglie Albertine che, dopo aver messo a letto la loro bambina, rievocano la sera prima quando, partecipando ad una festa in maschera,  si sono sentiti ebbri di sensazioni e libertà tanto da parlare e ridere come se si fossero appena incontrati e passando una notte di passione una volta tornati a casa.
Nel tentativo di ricreare le stesse atmosfere  della festa i coniugi iniziano a raccontarsi avventure reali o presunte tali ma Fridolin, dopo aver ascoltato Albertine raccontare di uno scambio di sguardi con un giovane avvenente avvenuto durante le vacanze estive sente montare la gelosia per non essere l’unico desiderio della mente della moglie. Uscito di casa per visitare un paziente, incontrerà molte tentazioni e molte donne lungo la strada e arriverà sempre al punto di tradire sua moglie senza però arrivare mai a farlo. A zonzo per la città durante una lunga notte, Fridolin si sentirà sempre più lontano da casa e da sua moglie fino a partecipare ad una festa segreta da dove dovrà scappare perché in pericolo.

La carrozza si fermò. Se non scendessi affatto, pensò Fridolin…e tornassi invece subito indietro? ma dove andare? dalla piccola Pierrette? Dalla donnina nella Buchfeldgasse? A da Marianne, la figlia del defunto? Oppure a casa? E si accorse con leggero raccapriccio che nessun altro posto lo attirava meno di casa sua.

Scritto nel 1925, Doppio sogno è un racconto che si dipana su due binari distinti.

Racconta infatti l’allontamento e il finale ricongiungersi o almeno la volontà di farlo dal punto di vista dei due coniugi raccontando i loro travagli.
Se di Fridolin seguiamo le peregrinazioni notturne di Albertine invece conosciamo i sogni attraverso cui la donna dichiara i proprio desideri inconsci ad un sempre più geloso e stupefatto marito.
E’ proprio l’inconscio e i suoi desideri incontrollabili il tema del racconto.
Sia Fridolin sia Albertine hanno desideri latenti. Mentre la moglie non se ne cura più di tanto al contrario Fridolin ne è quasi ossessionato tanto da rincorrere la possibilità del tradimento senza peraltro riuscire mai ad afferrarla.
Una storia molto bella, un’analisi lucida dei rapporti di coppia venata da un sottile erotismo che permea tutta la lettura.

Da questo racconto sono state tratte due versioni cinematografiche. Mario Bianchi girò a Venezia Ad un passo dall’aurora nel 1989. La trasposizione più conosciuta è sicuramente Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick del 1999. L’ambientazione è spostata negli anni 90 a New York ed è interpretata dall’allora coppia anche nella vita Nicole Kidman-Tom Cruise.

http://youtu.be/sTo1gRqVuEU

 

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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