
Mio signore amato, non avere paura, non parlare, resta come sei, io sono vicina a te…mi senti, vero? Quando ti toccherò per la prima volta, tu sentirai il calore ma non saprai dove, forse sarà sui tuoi occhi…Questo istante non finirà, lo capisci, vero? Quello che era per noi lo abbiamo fatto, credimi amore mio, lo abbiamo fatto per sempre…e se servirà alla tua felicità, non esitare un attimo a dimenticare questa donna che ora ti dice, senza traccia di rimpianto, addio…!
Francia, diciannovesimo secolo. Hervé Joncuor, giovane soldato, decide di lasciare l’esercito e di intraprendere un lungo viaggio verso il Giappone per andare a prendere i migliori bachi da seta del mondo così da poter riaprire le filande della piccola cittadina in cui vive. Hervè è da poco sposato con Hèléne la maestra del paese. Il viaggio che compie il giovane attraversa numerosi paesi fino ad arrivare ad uno sperduto villaggio giapponese, chiuso tra monti ammantati di neve e acque termali. Un villaggio dove Hervé conosce una giovane donna, una donna bellissima di cui si invaghisce al primo sguardo.
Seta è tratto dall’omonimo romanzo di Baricco del 1996.
Moltissime le critiche rivolte al film: troppo lento, troppo triste, troppo patinato, troppo lungo.
Vero che il libro di Baricco è breve, capitoli anche di poche righe, stile leggero, più che un libro una favola che racconta lo stupore di un uomo verso il nuovo.
Per forza di cose il film ha dovuto creare una storia, dei dialoghi, una consequenzialità di eventi totalmente assenti nel romanzo ma non per questo lo trovo così negativo. Anzi. Il film a mio parere è bellissimo, commovente, grazie anche alla musica di Sakamoto, e meravigliosamente evocativo di quell’oriente favoleggiato che impaurisce, strega e ammalia il viandante con le sue tradizioni nuove e intense: il rito del tè, il bagno offerto ad Hervé, il fruscio del kimono della giovane enigmatica, l’acqua verde ed i vapori che nascondono i corpi nella pozza termale.
Seta narra dell’amore, quello coniugale tra Hervé ed Hèléne e quello rarefatto con la ragazza giapponese.
Narra il rimpianto per un viso e un mondo che non ci appartengono ma ci stregano e ci richiamano ad essi. Hervé più volte andrà in Giappone e sempre col desiderio di rivedere la giovane ragazza e poterle parlare. Il film parla soprattutto del sentimento di Hèléne verso il marito, sentimento che travalica la gelosia ma si fa partecipe dei sogni e dei desideri dell’altro.
Un film bistratto dalla critica, dagli spettatori e da chi osanna il libro di Baricco.
Io il libro l’ho letto e a distanza di anni non mi ha lasciato nulla, un libro che è gradevole finchè lo leggi e che poi dimentichi. Il film mi ha emozionato, riempito l’anima e gli occhi, m’è rimasto dentro.
Il cinema deve saper emozionare e questo film ci riesce.
Se poi siete solo per le storie veloci, beh, allora guardate altro.
In un mondo che va veloce, dove tutto va consumato ora e subito con quante più persone possibile, questo film ci ricorda che, a volte, la lentezza può essere un pregio.
Buona visione.
Seta, 2007, Regia: François Girard, Interpreti: Michael Pitt, Keira Knightley, Alfred Molina, Kôji Yakusho, Sei Ashina.








