Perduti tra le pagine, Margherita Oggero

” Perché i libri, a differenza degli adulti, non hanno mai fretta, non cambiano discorso nelle situazioni delicate, giocano con la fantsia e trovano le parole per ogni emozione”

Leone ha sei anni ed è in visita al salone del libro di Torino insieme alla sua tata appassionata di letture. Minuccio e Giulia hanno cinque anni e sono li insieme alla loro classe d’asilo.
Leone decide di esplorare da solo la Fiera e, poco dopo, a lui si aggiunge Minuccio che, per non essere da meno del nuovo amico, afferma di chiamarsi Orso.
Mentre baby sitter, maestre e personale di sorveglianza sono impegnate a cercare i due bimbi al gruppetto si aggrega Giulia, fidanzatina di Minuccio.
I tre fuggiaschi decidono di ignorare l’altoparlante che a ripetizione li chiama e giocano ad esplorare il magico mondo dei libri inventando storie come solo il bambini sanno fare.

Non avevo mai letto niente di Margherita Oggero ma mi aspettavo qualcosa di più. La scrittura semplice e scorrevole e la scelta di vocaboli di uso quotidiano rendono, a mio avviso, la storia banale e non coinvolgente. Spesso salta da una descrizione all’altra senza uno stacco, senza dare il tempo al lettore di capire che il soggetto è cambiato.

Ho trovato carini soltanto i dialoghi tra i bimbi, la loro curiosità verso l’affascinante mondo dei libri, la loro capacita di inventare storie magiche.
L’autrice è riuscita con poche e semplici parole a far emergere la personalità dei bimbi e la ribellione ai piccoli/grandi problemi della loro vita quotidiana (la nascita della sorellina per Leone, l’obbligo di mangiare solo cibi biologici per Orso, un babbo violento nei confronti della mamma per Giulia)
Nell’insieme è una storia carina che però passa e non lascia un segno.
Devo ancora decidere se dare o meno un’altra possibilità all’autrice.

Perduti tra le pagine
Margherita Oggero
Mondadori, 2013, 153 pagine, 10,00€
ISBN: 9788804628675

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