Il richiamo del cuculo, Robert Galbraith

A quei tempi le domeniche avevano un sapore particolare: una quiete ricca di echi e sussurri, il tintinnare gentile dei servizi di porcellana e l’odore del sugo per l’arrosto, la tv noiosa come la strada principale deserta e l’incessante infrangersi delle onde sulla spiaggia, quando lui e Lucy correvano sui ciottoli, ridotti alle loro risorse più primitive.

La recensione di Il richiamo del cuculo, Robert Galbraith

Lula Landry, una modella famosa e assai bella, muore cadendo dal balcone di casa in una fredda mattina in quel di Mayfair, Londra.
Tutti, polizia inclusa, sono convinti che si tratti di suicidio.
Tranne il fratello della vittima, John Bristow.
E l’unico testimone dell’accaduto, Tansy Betsugui, il vicino del piano di sotto. Che, però, ha un problema di troppo con la droga ed è. quindi, ritenuto poco attendibile.
Bristow decide di assumere un Detective Privato.
E la scelta cade su Cormoran Strike, un ex reduce di guerra, dal carattere impossibile e con la vita più spericolata che esista.
Il suo ufficio naviga nel caos, almeno fino all’arrivo di Robin Ellacott, inviata dall’agenzia per fungere temporaneamente da segretaria a Strike.
Robin, che ha sempre nutrito il sogno da piccola di fare il detective, non riesce a credere a quella insperata coincidenza.
Certo, più che di una segretaria, Strike sembra aver bisogno di una badante…
Dopo qualche tentennamento, Strike decide di accettare il caso (allettato soprattutto dal lauto compenso che Bristow è disposto ad elargire).
E da quel momento le cose non saranno più le stesse…

La mia opionione di Il richiamo del cuculo, Robert Galbraith

Ce ne sarebbero di cose da dire su questo romanzo.
La prima che mi viene in mente è che, appena uscito, ha ricevuto subito delle recensioni positive e assai incoraggianti, soprattutto visto che si trattava di un romanzo d’esordio.
Ovviamente lo sapete tutti oramai,
Il richiamo del cuculo è tutto fuorchè un romanzo d’esordio, dal momento che dietro al nome di Robert Galbraith si cela quello di J K Rowling.
Possiamo tuttavia considerarlo un romanzo d’esordio, quello nel mondo del thriller.

Anche se, ve lo confesso, sapere che questa storia è stata scritta dalla mamma di Harry Potter, un pochino mi ha influenzato.
Ad esempio:  Cormoran Strike, così massiccio, quasi un gigante…non potrebbe essere una sorta di Hagrid de noartri?
Ma scherzi a parte.

Che io abbia un amore sporpositato per la Rowling si sapeva da tempo.
Ma è innegabile che la signora in questione sappia scrivere.
E lo fa anche assai bene.

I personaggi sono trattati in modo oserei dire perfetto (forse Strike, in un paio di situazioni, è un filo irritante) e la coppia investigativa Strike – Robin è assolutamente bilanciata (tanto precisa e saputella lei…alla Hermione, diciamo…quanto disorganizzato e impulsivo lui).
Anche Lula, che è soltanto un corpo freddo ad inizio romanzo (la scena della morte ricorda quella di  Arma Letale, vero?), diventa, nel corso del libro, una presenza sempre più forte ed ingombrante (quasi più di Laura Palmer).

Insomma, un libro che promuovo a pieni voti.
Per la storia, i personaggi, l’ambientazione e la coerenza.
E ve lo dico fin da ora: aspetto con ansia il secondo romanzo!

Il richiamo del cuculo
Robert Galbraith
Salani, 2013, 464 pag., € 16.90

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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