Denti Bianchi, Zadie Smith

Non aveva migliorato niente: era tutto il solito vecchio schifo, ma più grande, in un edificio più grande nella più grande trappola per turisti di Londra, Leicester Square. Non si poteva non ammirarlo, così come non si poteva non ammirare l’uomo che ora se ne stava seduto come una benevola locusta, l’esile corpo da insetto affondato in una poltrona di pelle nera, chino sulla scrivania, tutto sorrisi, un parassita travestito da filantropo.
“Cugino, che cosa posso fare per te?”
Samad tirò un sospiro. Il problema era questo…

La recensione di Denti Bianchi, Zadie Smith

Due famiglie, i Jones e gli Iqbal, le cui vite sconclusionate racchiudono gli ottimismi e le contraddizioni del secolo appena concluso. Archie Jones è un tipico proletario inglese, mentre il suo migliore amico è il bengalese e mussulmano Samad Iqbal. Si sono conosciuti su un carrarmato alla fine della Seconda guerra mondiale, diretti a Istanbul e ignari del fatto che la guerra era già finita. Riunitasi a Londra trent’anni dopo, questa coppia improbabile si ritrova coinvolta nel ciclone politico, razziale e sessuale di quei tempi.

La mia opinione di Denti Bianchi, Zadie Smith

Quando con le altre ragazze dello staff abbiamo deciso il tema di settembre io ero partita tutta contenta indicando le mie prossime vacanze estive.
Che, per un caso sfortunato (ovvero: il manager di mio marito che prende la decisione di dare ferie random ai propri dipendenti), non si sono potute realizzare come avrei voluto.
E quindi, di fatto, le nostre vacanze sono state concentrate tutte a Londra.
Non mi è nemmeno andata malissimo, visto che sono stata supportata da splendide giornate di sole e di caldo che nulla aveva da invidiare alle estati italiane.
E, quindi, il primo (spero di riuscire a produrne anche un secondo) contributo per il mese è dedicato alla città che mi ospita da più di un anno.
una metropoli multietnica, colorata e multilingue.
Denti Bianchi è un libro che ho letto anni fa, quando ancora erano pochissimi gli estimatori di Zadie Smith, ed ho amato subito fin dalle prime pagine.

Perchè racconta una Londra in cui, alla fine, tutti più o meno sono li in cerca della propria identità e si scontrano, quotidianamente con una città che è capace di essere accogliente e fredda nello stesso tempo.

I personaggi creati dalla Smith sono tutti, a modo loro, protagonisti del romanzo: ognuno di loro ha un momento preciso nel quale raccontare la propria storia, dare forza narrativa al romanzo e lasciare il segno nel lettore.
E la scrittura di Zadie Smith è così immediata, essenziale, che arriva subito al punto senza troppi giri di parole, tanto che ti sembra di essere a casa dei vari personaggi, respirare la loro aria, mangiare il loro cibo, sentire i pensieri (belli e brutti) che passano loro per la testa.

E la cosa più incredibile in tutto questo è pensare che Denti Bianchi è l’opera prima di un’autrice che, all’epoca della pubblicazione, aveva 25 anni.

Vi bastano come motivazioni per leggerlo?

Denti Bianchi
Zadie Smith
Mondadori, 2009, 554 pag., € 8,93
ISBN 97888045950

Silbietta
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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