Il castello d’Otranto: storia gotica, Horace Walpole

I sotterranei del castello eran distribuiti in diverse stanze a volta irregolarmente disposte, perloché rendeasi difficile ad una persona di animo turbato, qual era Isabella, il rinvenire quella appunto per cui passar doveva. Regnava in quest’orrido luogo uno spaventoso silenzio, interrotto solo dal vento da cui erano di quando in quando sbattute le imposte degli uscj per dove era passata, ed il cigolio degli arrugginiti cardini echeggiava per quel lungo tenebroso laberinto. Ogni più lieve rumore l’atterriva ancor avvantaggio, ascoltando fin di laggiù Manfredi affrettar con rabbiosa voce i servi in traccia di lei. Camminava ella perciò in punta di piede, tanto piano quanto la fretta di porsi in salvo gliel permetteva, anzi soffermavasi spesso per ascoltare se alcun l’inseguiva.

Affronti un classico di quelli elencati tra i 1000 libri da leggere prima di morire e ti ritrovi in una storia che è veramente fantastica! Il castello di Otranto – e torniamo ancora nel Salento di cui abbiamo già parlato – è veramente un’architettura imponente, con un suo particolare fascino. La storia che Horace Walpole ambienta tra queste mura è anch’essa piena di quel fascino ‘tenebroso’, con tempi teatrali (in effetti nella seconda edizione dell’opera l’autore ha ammesso di essersi ispirato alle tragedie di Shakespeare…) per le frequenti situazioni ironiche/drammatiche in cui si trovano certi personaggi (il contadino Teodoro per primo).

La trama di Il castello d’Otranto: storia gotica, Horace Walpole

Si suppone che gli avvenimenti si svolgano nel Duecento. Manfredo, signore di Otranto, nipote dell’usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il legittimo sovrano, vive sotto l’incubo di una profezia, secondo cui la stirpe dell’usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché discendenti maschi dell’usurpatore lo occupino. Quando la profezia sembra avverarsi, Manfredo atterrito confessa il modo dell’usurpazione e si ritira in un monastero come la moglie.

[fonte: Amazon.it]
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Il primo romanzo gotico

Scritto nel 1764 da Horace Walpole, Il castello di Otranto è considerato l’opera che diede l’avvio ad un nuovo genere narrativo, il romanzo gotico, che univa romanticismo e orrore: storie ambientate nel Medioevo, nei castelli diroccati, nelle foreste, nei sotterranei e in tutti quei luoghi che verosimilmente potessero incutere paura. Di questo genere fanno parte, negli anni seguenti, anche i più famosi Frankenstein di Mary Shelley del 1818 e Dracula di Bram Stoker del 1897.

Il mio parere su Il castello d’Otranto: storia gotica, Horace Walpole

Le cose che sicuramente ho apprezzato di questo Classico sono la leggerezza e la facilità di lettura, nonostante sia scritto in un italiano ‘antico’, con parole non più utilizzate: anche quelle contribuiscono all’effetto-suggestione, forse, perché man mano che la lettura procede ti immergi sempre più nell’ambiente (descritto in modo non così dettagliato, lasciando molto spazio alla fantasia di chi legge) e ti immedesimi nei personaggi, con i loro abiti, i loro pensieri, le paure e le credenze… Non forse un’opera eccelsa (un ‘pastiche’, secondo certi critici, ma forse merita una lettura in lingua originale: proverò a farlo e vedremo la differenza), ma di certo quella che per prima ha riunito nella stessa storia tutti i caratteri che ispireranno gli autori romantici nei secoli seguenti: creature soprannaturali, inquietudini interiori, prodi cavalieri e fanciulle da difendere, castelli diroccati e misteri.

Leggerezza e facilità all’apparenza, che in realtà nascondono un sottofondo pieno zeppo di simboli e di tormenti dell’animo. Ho letto critiche che mi hanno lasciato pensare: alcuni si stupiscono del fatto che certe ‘apparizioni’ non vengano spiegate, nemmeno nel finale della storia, altri che credono si tratti di una storia “piatta”.

A me è piaciuta la fantasia.

L’ingenuità, anche, da lettrice ancora poco ‘sgamata’, che mi ha fatto capire solo in un secondo momento il significato di certi avvenimenti e di certi personaggi…

Insomma, ancora una volta, un classico che va letto. Se non altro, per poter dire: “c’ero anch’io”!

 

Il castello di Otranto
Horace Walpole
La Medusa Ed.
ISBN-13: 978-8886963473

 

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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