Justine o le sventure della virtù, D.A.F. De Sade

L’opera prima di De Sade, noto scrittore, filosofo, drammaturgo e libertino del diciottesimo secolo al cui nome si deve l’aggettivo sadismo.

La recensione di Justine o le sventure della virtù di D.A.F. De Sade

Justine e sua sorella Juliette rimangono orfane di entrambi i genitori improvvisamente.
Abbandonate e allontanate da parenti e amici, le due ragazze prenderanno strade diverse.
Juliette deciderà di usare la sua bellezza per farsi strada nel mondo ed arricchirsi mentre Justine, dai saldi principi morali, sceglierà di vivere virtuosamente e in castità.
Purtroppo la ragazza incontrerà ogni sorta di mascalzone e subirà violenze; riunitasi in maniera del tutto inaspettata, dopo numerosi anni, alla sorella, Justine morirà colpita da un fulmine.
La sua morte però non sarà vana: Juliette scossa dalle sventure sopportate da Justine e ancor di più scossa dalla sua morte orrenda, si pentirà di aver speso una vita dissoluta e deciderà di condurre gli anni che le rimangono in modo virtuoso abbandonando gli agi, le ricchezze e il suo amante.

La mia opinione su Justine o le sventure della virtù di D.A.F. De Sade

Scritto nel 1791 Justine o le sventure della virtù è incentrato sulla figura di Justine ispirata a Catherine Trillet, cameriera a servizio di De Sade nel castello di La Coste, che non volle mai tornare dal padre benché vittima delle pulsioni del conte. Probabilmente la giovane, chiamata da De Sade Justine, covava sentimenti di attaccamento ed affetto per lui così come avviene alla Justine del romanzo per il Conte di Bressac.
Il libro è stata una lettura interessante.
Se si pensa a quando è stato scritto sicuramente ci si fa un’idea del perché i contemporanei fossero scioccati: sodomia, omosessualità, prostituzione, sequestri di persona, violenze, argomenti scabrosi. La scrittura di De Sade, però, non è mai volgare anche se tocca argomenti forti.
Spesso ci sono numerose digressioni filosofiche sul significato della virtù e su come seguire una vita retta e pura non sia sempre sinonimo di vita serena. Anzi.

fotoNel romanzo si evidenzia come la povera Justine venga bistrattata dal destino sempre di più ogni volta che sceglie di rimanere fedele ai suoi principi. Alla fanciulla capita di tutto e spesso diviene preda proprio di quelle persone in cui ha riposto la sua fiducia.
I personaggi peggiori nel romanzo sono gli insospettabili, discendenti di famiglie nobili o esponenti del clero. Uomini che davanti alle suppliche di Justine non si fanno impietosire ma tentano di convincerla di quanto le loro perversioni siano giuste.
Il romanzo è anche uno schiaffo alla moralità spesso di facciata, alla società che approfitta della virtù e porta in alto i vizi; per questo vive meglio chi segue la corrente come la sorella di Justine e vive di espedienti. Una società che guardava al proprio tornaconto personale e si approfittava dei più deboli ed indifesi.

È senza dubbio crudele dover dipingere tutte le sventure che opprimono una donna dolce e sensibile, amante al sommo grado della virtù, e d’altro canto la fortuna più sfacciata in quella che la disprezza per tutta la vita; ma, se dalla rappresentazione dei due spettacoli scaturisse un bene, ci si potrà forse rimproverare di averli mostrati al pubblico? Si potranno avere dei rimorsi per avere stabilito un fatto, dal quale risulterà per il saggio che legge con profitto la lezione così utile della sottomissione agli ordini della provvidenza, una parziale rivelazione dei suoi più segreti enigmi e l’avvertimento fatale che spesso è per ricondurci ai nostri doveri che il cielo colpisce accanto a noi proprio quegli esseri che meglio sembravano avere adempiuto ai propri?

Justine è l’emblema della virtù che non chiede, non ha bisogno di nulla se non di vivere in pace con la propria coscienza. Purtroppo il bene non sempre paga e Justine ne è l’esempio. Umiliata, bistrattata, punita per la sua virtù la ragazza non avrà pace durante la sua breve vita.

Il conte De Sade

Il Conte De Sade nacque a Parigi nel 1740. Ebbe una vita rocambolesca: più volte accusato da giovani donne, fu processato e incarcerato. Esponente del libertinismo di se stesso scriveva in una lettera alla moglie

Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito,

ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai.
Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino.

Lasciato dalla moglie, lo scrittore ebbe come compagna per tutta la vita l’ attrice Marie-Constance Renelle. Una vita passata dentro e fuori dalle prigioni: riabilitato all’opinione pubblica e poi di nuovo censurato e considerato pazzo a causa di ciò che scriveva nei suoi libri. De Sade morirà nel carcere di Charleton nel 1814.

Molti i film ispirati alle sue opere e alla sua vita. Tra tutti vale la pena di ricordare Quills, la penna dello scandalo del 2000 per la regia di Kaufman che vede tra i protagonisti Kate Winslet e Jeoffrey Rush nei panni dei De Sade. Il film, tratto dall’opera teatrale di Doug Wright, descrive De Sade durante la detenzione in manicomio e il suo rapporto con Madeleine, giovane lavandaia che lo aiuta a portare fuori dal carcere i suoi scritti. Un film intenso e drammatico come intensa e drammatica è stata la vita dello scrittore e le sue opere.

Il trailer di The Quills



Justine o le sventure della virtù

D.A.F. De Sade
BUR, 2005, p. 388, €. 9,80

 

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Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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