
“Guarda mamma, zia Eliska ha le stelle nelle tasche. Pensa che fortuna, mamma!”. Mia madre si inginocchiò e le diede un bacio sulla fronte: “Il posto delle stelle è in cielo cara, ricordatelo.”
Joseph e Lenka sono due giovani sposi costretti a separarsi, pochi giorni dopo il matrimonio, a causa della guerra. Si salutano alla stazione di Praga con la promessa di ricongiungersi al più presto…promessa che viene mantenuta dopo sessant’anni quando, casualmente, si ritrovano al matrimonio dei loro rispettivi nipoti.
In America Joseph vive gli anni successivi alla sua partenza in maniera tranquilla pur perseguitato dai fantasmi dei genitori e della sorella, morti durante la traversata, e dal ricordo di Lenka.
Lenka, invece, viene deportata nel campo di concentramento di Terezin e li riesce a sopravvivere all’orrore solo dipingendo.
Non è né una storia d’amore né un racconto dell’Olocausto…o forse è entrambe le cose.
Inizia in maniera soft descrivendo l’amore e la passione di due giovani studenti per poi diventare via via crudo, angosciante, triste come solo la guerra e le sue conseguenze possono essere.
E’ un libro che da ampio spazio all’amore e non solo quello che sfocia dalla passione, ma anche quello che è conseguenza di un destino comune o gratitudine verso chi ti ha salvato la vita. In ogni pagina traspare l’amore dei due protagonisti, ma anche quello degli stessi per i nuovi compagni che il destino ha messo loro accanto, un amore che non scaturisce dalla passione, sicuramente non meno intenso.
Ogni volta che leggo un libro che parla della Shoah mi chiedo come sia possibile concepire tanto orrore, tutti i libri sull’argomento sono, ovviamente, crudi e le parole sono l’unica opportunità di rendere giustizia a tutte le vittime dell’Olocausto. Non mi era mai capitato di leggere nulla che raccontasse la vita degli “artisti” dei campi di concentramento, coloro che di giorno lavoravano al servizio dei nazisti e di notte provavano a denunciare gli orrori della guerra. Toccanti le descrizioni e, ai giorni nostri, immaginare qualcuno che colora con il sangue è straziante e doloroso. Eppure è vita vera.
Una scrittura (e traduzione) dettagliata eppure scorrevole e piacevole nonostante l’orrore delle cose raccontata.
Ho comprato il libro incuriosita dal titolo e dalla prima di copertina, non conoscevo l’autrice né avevo mai sentito parlare di questo libro eppure si è rivelato uno dei libri più belli mai letti. Assolutamente consigliato.
Un giorno solo, tutta la vita
Alyson Richman
Piemme, 2013, p. 309, €. 10,50
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