Il meccanico delle rose, Hamid Ziarati

Quel giardino è il suo paese dei balocchi, dove tornare a essere un bambino che gioca a fare il meccanico delle rose

 

Uno dei più bei libri letti finora. Era tanto che un libro non mi prendeva così.

L’ho letto d’un fiato, senza riuscire a staccarmi.

Reza, il meccanico delle rose è il protagonista. Ma la sua storia è raccontata indirettamente attraverso le persone più importanti della sua vita: Akbahr, il padre che ci fa conoscere il segreto della sua nascita; Khodadad, il cugino e amico di infanzia con il quale scappa dal paese natio; Donya, la giovane moglie che ha la metà dei suoi anni e che ha sposato senza conoscere; Mahtab la figlia adoratissima che purtroppo è vittima dei Guardiani della Rivoluzione. Infine Laleh, l’amante, con il nome di un fiore, che dal letto di un ospedale, ormai in fin di vita, ricapitola tutta la storia.

E con il suo racconto il cerchio si chiude.
Sullo sfondo l’Iran, mai nominato ma che si riconosce senza ombra di dubbio.

Mi è stato difficile lasciar andare ogni singolo personaggio. Khodadad poi… mi ha fatto anche scappare la lacrimuccia. Mi sono emozionata e mi è sembrato di esser lì con lui in ogni momento della vita di Reza.
Dalla quarta di copertina:

Se è vero che «noi siamo bambole e il Cielo è una bambina», come recita una quartina di Omar Khayyâm, forse la vita di ognuno di noi – come quella del protagonista di questo romanzo – può essere raccontata attraverso le storie di chi ci ha sfiorati. È questa la scommessa struggente del Meccanico delle rose.

«Dice che solo lui conosce i ghiribizzi delle sue rose, solo lui capisce, dal colore dei petali, di quale attenzione hanno bisogno. Le annaffia ogni giorno, e tiene più puliti quei cespugli che le sue unghie, sempre sporche di grasso. Usa un oliatore a becco lungo per concimarle alla base e una pistola per la verniciatura contro i parassiti. Quel giardino è il suo paese dei balocchi, dove tornare a essere un bambino che gioca a fare il meccanico delle rose».

Il meccanico delle rose
Hamid Ziarati
Einaudi, 2009, p. 276, €. 18,50

 

Per acquistare:

Un ranocchio tatuato sulla spalla mi ricorda che sono monella... anche ora che sono mamma!

2 COMMENTS

  1. Che bella storia ci hai raccontato, RanocchioMonello! MI è proprio venuta voglia di leggerla, sarà uno dei libri del prossimo anno, di sicuro.
    Grazie mille del consiglio!

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