
Il non tempo dell’infanzia, quel momento in cui gli attimi sono eterni come noi, all’improvviso, in un istante, si rompe.
La meridiana della mia vita allungava la sua ombra sull’estate del 2012, lì sarebbe finita per sempre la mia infanzia.
Un romanzo tutto italiano, quello di Francesca Bertuzzi.
Siamo nei boschi bellunesi, tra Domegge e Pieve di Cadore, durante l’estate del 2012.
Quattro cugine (Rebecca, Stella, Livia e Valentina) poco più che adolescenti, riunite durante questa estate (separate dal lavoro dei genitori che ha portato Rebecca, Bì per le amiche, lontano da Roma) giocano sulle rive di un ruscello.
All’improvviso, però, trovano il corpo di un ragazzo nell’acqua, con il volto compleatomente sfigurato.
Cosa è accaduto al ragazzo? Cosa si nasconde nei boschi delle dolomiti?
Il caso viene archiviato come un attacco di un animale feroce (anche se quale, non si sa). Fino al momento in cui ne viene trovato un altro.
E dietro questa vicenda, sempre meno chiara, le quattro cugine infrangono coprifuoco decise a capirci di più.
La curiosità di capire è troppo grande ma farà pagare loro un prezzo altissimo: l’innocenza perduta.
Un romanzo di formazione in cui quattro poco più che bambine sono costrette a crescere e imparare che certe ferite nel cuore non si rimarginano più.
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La belva
Francesca Bertuzzi
Newton Compton, 2013, 384 pagine, € 7,90
ISBN: 9788854151710








