
La storia umana è come un fiume.
Miliardi di anime vivono, amano, lavorano, combattono e muoiono nel corso dei secoli, spingendo la storia davanti a loro in un potente flusso composto di minuscole particelle. Fanno le loro scelte e vivono le loro passioni.
Alcuni sono brillanti o potenti o ricchi, o semplicemente fortunati abbastanza da operare un cambiamento in senso positivo, una piccola ansa del fiume, una leggera deviazione. O in senso negativo.
Forse il più delle volte, negativo. Ma in definitiva sono il potere e il flusso del fiume a spingerli avanti
La recensione di Il fiume del non ritorno, Bee Ridgway
Nicholas Falcott è un giovane duca inglese che sta combattendo un’aspra battaglia durante le guerre napoleoniche. Cade, sta per essere trafitto e perde conoscienza un attimo prima di morire. Così almeno pensa.
Invece Nicholas si risveglia.
Solo che si sveglia in un letto di ospedale in una Londra attuale.
Così diventa Nick, e inizia una nuova vita, sotto l’ala protrettrice della GILDA, una organizzazione segretissima che ha il potere di andare e venire per il tempo.
Nick nella sua nuova vita può disporre di denaro, di successo, di gloria a patto che mantenga il segreto sulle sue origini e che non torni nell’eopca da cui è venuto. Ma a Nick non basta. Con malinconia ricorda i suoi tempi e soprattutto gli occhi bruni di Julia.
La Gilda decide allora di risalire al suo tempo solo per concedergli una delicata missione: trovare un misterioso talismano prima che cada in mani nemiche e il corso del mondo venga sconvolto.
“Il fiume del non ritorno” è stato segnalato dalla critica come uno dei cinque migliori debutti americani del 2013.
Un romanzo che si legge bene, nonostante la mole, anche grazie allo stile sbarazzino dell’autrice.
Che aspettate quindi? Correte a leggerlo!
Il fiume del non ritorno
Bee Ridgway
Sonzogno, 2014, pag. 495, € 19,00








