Histoire d’O, Pauline Reage

Le disse, tenendola per il collare, due dita infilate fra il cuòio e il collo, che la sua intenzione era ched’ora in avanti fosse messa in comune fra lui e coloro che egli avesse prescelto, uomini a lei sconosciuti ma affiliati alla società del castello, come era avvenuto la sera precedente. Che lei dipendeva da lui, solo da lui, anche se riceveva ordini da altri,indipendentemente dalla sua presenza o dalla sua assenza, perché in linea di principio egli era partecipe di tutto ciò che poteva esserle imposto o inflitto, ed era lui a possederla e a godere di lei attraverso coloro a cui l’aveva consegnata, per il solo fatto di averla consegnata. Doveva assoggettarsi a loro e accoglierli con lo stesso rispetto con cui accoglieva lui, come tanti riflessi della sua immagine. Egli l’avrebbe così posseduta come un dio possiede le sue creature, che s’impadronisce di loro sotto forma di un mostro o di un uccello, dello spirito invisibile o dell’estasi. Non voleva lasciarla. Gli stava a cuore nella misura in cui la concedeva ad altri. Il fatto di concederla era per lui una prova, e doveva esserlo anche per lei, che gli apparteneva; si può dare soltanto ciò che ci appartiene. La dava per riprenderla immediatamente, e la riprendeva arricchita, ai suoi occhi, come un oggetto comune impiegato per un uso divino e per ciò consacrato.

La recensione di Histoire d’O, Pauline Reage

O viene portata dal suo fidanzato nel castello di Roissy.
Qui verrà educata ad essere una schiava, a compiacere gli uomini presenti in tutti i loro desideri senza mai opporsi pena la frusta.
O diventa schiava per amore di René, il suo uomo.
Viene incatenata ogni notte, frustata, indossa un collare di cuoio.
Non è più padrona di nulla, né delle sue mani, né dei suoi occhi, né del suo corpo.
Spogliata di tutto O scopre di apprezzare questo mondo al di fuori del mondo ed inizia a godere anche delle punizioni attendendole con ansia.

Di nuovo a casa O viene presentata a Sir Stephen, amico di René.
Sir Stephen è un uomo potente a cui non si può negare nulla.
O diventerà la sua schiava preferita, Sir Stephen arriverà a marchiarla come un animale, mettendole dei piercing con inciso il suo nome a testimoniare che O è di sua proprietà.

La mia opinione su Histoire d’O, Pauline Reage

Histoire d’O è considerato un classico dell’erotismo.
Pubblicato nel 1954 da Pauline Reage, pseudonimo di Dominique Aury, il libro presenta un’introduzione di Jean Paulhan.

Il romanzo racconta una storia incentrata sul rapporto schiava-padrone.
O accetta tutto per amore di René e se all’inizio è disorientata dalla situazione poi accetta la sua nuova condizione di schiava sentendosi in qualche ancora più amata da René.
Darsi agli altri uomini ed esaudire le loro richieste la fa sentire appagata ed amata.
Concederla ad altri è per René un modo di esercitare il suo potere su di lei e alla fine la stessa O ammette di non poter fare a meno di essere una schiava arrivando ad amare anche le frustate ricevute quasi ogni sera nel castello

Histoire d’O fece scalpore negli anni della pubblicazione sia per l’argomento ed anche perché era stato scritto da una donna.
La storia si ispira alla Justine di De Sade. Entrambe le donne sono schiavizzate ma mentre Justine odia la sua condizione O, al contrario, la agogna.
Il romanzo di Pauline Reage è una storia erotica che parla del piacere del dolore, di come in esso si trovi la vera libertà e il vero piacere.

Una storia dove il connubio piacere-dolore è indissolubile: O si sente più donna nel castello di Roissy, più si concede agli ospiti e più dichiara il suo amore per René.

Dal romanzo è stato tratto nel 1975 il film omonimo con Corinne Clery nelle vesti della protagonista.


Histoire d’O

Pauline Réage
Bompiani, 2013, P. 236, €. 10,20

Per acquistare:

ph. ilgiornale.it

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

2 COMMENTS

  1. Sono arrivato a questo romanzo qualche tempo fa, sulle tracce delle canzoni di Damien Rice che lo cita in tutto l’album “O”. Non sono mai riuscito ad affrontarlo… quasi mi fai venire la voglia

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