Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

Kijimuna, Kenmun, Namahage, perfino il dio Masau’u della tribù degli Hopi che vive in un paese lontano… tutte le divinità che hanno fissato la loro dimora vicino ai luoghi abitati dagli esseri umani sembra che abbiano sembianze pensate per incutere terrore. Sguardo folgorante, zanne, corpi colorati di rosso, armi in mano.
Non c’è dubbio che siano così in parte per proteggere se stessi. Io, però, più che per questo, penso che il loro aspetto serva per mettere alla prova i nostri cuori. Perché solo chi è in grado di vedere al di là delle apparenze può venire toccato dalla potenza delle loro anime delicate.
In principio i bambini provano una paura sincera di fronte a quelle sembianze, poi, con altrettanta spontaneità, col tempo imparano ad accettare le divinità per quello che sono.
Anche Hajime portava in sé qualcosa del genere, qualcosa di magico e di sacro.
Chissà come mai sono riuscita a entrare nel suo mondo con tanta naturalezza, nonostante non fossi più una bambina.

La recensione di Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

Mari si è appena laureata a Tokyo e decide di tornare a vivere nel suo piccolo paese natale e lasciare per sempre la vita frenetica della capitale.
Appassionata da sempre di granite, decide di aprire un piccolo chiosco vicino al mare, circondato da montagne.
Proprio quell’estate la madre ha deciso di ospitare la figlia di una sua cara amica che sta attraversando un periodo molto difficile a causa dell’improvvisa morte della nonna.

All’inizio Mari non è di certo entusiasta dell’idea, soprattutto per il fatto che il suo chiosco appena aperto ha bisogno di attenzioni e lei non ha tempo da perdere a fare da guida turistica a questa ragazza. Con il tempo però quello che nasce tra Mari e Hajime è un’amicizia profonda, scandita da bagni al mare e granite naturali.

La mia opinione di Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo
I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?

Questo è il secondo libro che leggo di Banana Yoshimoto e devo dire che, personalmente, l’ho trovato un po’ troppo lento. Però racconta di una bella amicizia in un modo semplice.
Le descrizioni dei paesaggi però sono caratteristiche della Yoshimoto, tanto da sognarli ad occhi aperti.
E il gusto delle granite naturali, così ben descritte, mi ha fatto venire voglia di ricercarle.
Insomma, una lettura semplice ma che diventa quasi una coccola.

Il coperchio del mare
Banana Yoshimoto
Feltrinelli, 2007, 140 pag., € 10,00

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Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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