
“I ricordi tornano immediati, tutti insieme. A volte è davvero difficile fare finta di niente. Girare la testa. Qualcosa si muove e ti mette alle strette”.
Riccardo, trentacinquenne, ha interrotto gli studi di giurisprudenza per il giornalismo, ma senza molto successo.
Lavora come redattore per una rivista di cronaca nera “TuttoGiallo” per cui scrive recensioni. Ama il calcio e la sua squadra del cuore è la Roma. Una volta alla settimana conduce una rubrica sui peggiori calciatori mai esistiti.
Lasciato dalla sua ragazza Gaia, condivide l’appartamento con Sandro, appassionato di Proust e con l’eccentrica Rachele.
Una vita la sua, molto, forse troppo tranquilla, con tanti sogni mai realizzati. Fino a quando un giorno il suicidio del professor Morelli lo fa ritornare indietro con i ricordi. Al suo amore per Giulia, uccisa nei bagni dell’università, dieci anni fa dal professor Morelli, unico accusato.
Sarà proprio il ritrovamento del diario di Giulia a farlo diventare un investigatore alla ricerca della verità, ricostruendo i pezzi del passato che è molto diverso da quello che aveva creduto. I rapporti familiari si svelano l’esatto contrario di quello che sembrano. Bisogna lasciare il passato alle spalle e andare avanti.
Una fatto di cronaca domestica come quelli che si leggono sui giornali o si vedono al TG molto spesso ai giorni nostri. Non possiamo definirlo un giallo ma un noir, vista l’analisi psicologica del protagonista che rende la lettura piacevole, letto in un pomeriggio estivo al mare. Buona lettura.
L’esatto contrario
Giulio Perrone
Rizzoli, 2015, p. 227, € 18,50
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