Capo scirocco, Emanuela E. Abbadessa

“Palazzo Platania si affacciava su una piazzetta poco distante dall’osteria di Gino Li Causi. Coi musi rivolti contro un muro, a destra del caseggiato, due cavalli ruminavano fieno attaccati ai larghi anelli di ferro infissi alle pietre.”

Siamo alla fine dell’Ottocento a Capo Scirocco quando una mattina Rita Agnello, nobildonna, vede un ragazzo che dorme.

E’ Luigi, diciottenne, giunto in Sicilia con pochi averi e una bella voce da tenore.

E’ arrivato a Capo Scirocco su un carro che trasportava un pianoforte di cui ha perso le tracce, dopo essere sbarcato da una nave.

Rita diventa la sua benefattrice, lo accoglie nel suo Palazzo, offrendogli un’educazione aristocratica e la possibilità di studiare canto.

Luigi ritrova il pianoforte, che è di Anna, figlia di un mercante e l’ascolta suonare ogni sera dalla strada.

Due donne diverse tra loro… forti e coraggiose…una giovane e una un pò meno, ma entrambe vitali.

Scrittura molto scorrevole, riporta indietro nel tempo con delle bellissime descrizioni,  mi sembra di sentire il profumo della mia Sicilia, che sento un pò la mia seconda terra, avendoci passato le vacanze estive durante la mia infanzia e la mia adolescenza.

Un romanzo che consiglio di leggere, dove la musica la fa da padrona, e dove la passione travolge…

“Il vento era passato sulla città e sulla sua carne come una malattia portentosa, aveva lasciato qua e là segni inquietanti, poi com’era venuto se n’era andato”

Buona lettura.

Capo Scirocco
Emanuela E. Abbadessa
Rizzoli, 2013, p. 372, €. 16,00

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