A voce nuda, Michel Faber

 

“Il giorno in cui arrivò la buona notizia, Catherine trascorse le prime, poche ore dal risveglio trastullandosi con l’idea di buttarsi dalla finestra del suo appartamento. Trastullarsi è forse un termine troppo blando; in realtà aprì la finestra e si sedette sul davanzale, chiedendosi se quattro piani bastassero a garantirle la morte”

La mia recensione di A voce nuda, Michel Faber

Cinque cantanti sono in clausura in Belgio, nello Château de Luth per provare una composizione di un musicista italiano.

Due settimane in cui devono dividere tutto e passare insieme molto tempo.
I protagonisti sono tra loro molto diversi anche se credevano di conoscersi bene, ma scoprono che non è così.

Finale tragico, libro un po’ noioso che descrive soprattutto il viaggio interiore di una delle protagoniste, Catherine, moglie del capo coro, un po’ depressa che viene troppo protetta dal marito e che durante queste prove sente delle voci molto strane provenire dal bosco.

Alla fine è un racconto un po’ più lungo ma che ho faticato a leggere perchè un po’ noioso almeno per più di metà libro.

Buona lettura!

A voce nuda
Michel Faber
Einaudi, 2005, p. 115, € 9,90

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Photo :5wmagazine.com

 

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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