Festa del papà: 5 libri da regalare

Ultima Modifica: Mar 18, 2020

Lunedì prossimo sarà la Festa del Papà.
Ormai lo sapete, ve lo ripetiamo sempre, niente è meglio che ricevere un libro come regalo.

Allora perchè non regalare al vostro papà un bel libro?

Se il regalo arriva da un bimbo piccolo, potete trovare la giusta ispirazione nel nostro articolo dello scorso anno, Papà ti regalo un libro: 10 libri da regalare per la festa del papà.

Se invece lo comprate in autonomia, vi consigliamo 5 titoli che sicuramente verranno apprezzati.

Buona lettura


Maionese di fragole. L’arte di divertirsi in cucina con i propri figli
Moreno Cedroni
Mondadori, 2011, 183 pag., € 17.50

Prendiamo un papà e una figlia quattordicenne. Quando si tratta di cucinare, insieme fanno scintille. È naturale: lui è Moreno Cedroni, padre di Matilde nonché vulcanico chef marchigiano della Madonnina del Pescatore di Marzocca, vicino a Senigallia, due stelle Michelin. Che ci spiega quanto sia facile trasformare la preparazione di un pasto in un’occasione di divertimento e di scoperta da condividere con i propri figli. Perché secondo Cedroni la cucina è ciò che più si avvicina alla magia: liquidi che si mutano in solidi e viceversa, colori che cambiano, sostanze che si trasformano, profumi che si diffondono. Il filo del suo racconto corre leggero attraverso ricordi, esperienze personali, consigli fuori dagli schemi e ricette squisite quanto sorprendenti e alla portata di tutti. Come la “maionese di fragole” o gli “spaghetti psichedelici” o, ancora, lo “zabaione ghiacciatissimo”, che trasforma chi lo mangia in una sorta di draghetto fumante. Tra effetti speciali e fantastiche scoperte, l’educazione alimentare diventa un gioco. Si comincia con la spesa fatta insieme ai propri figli, al mercato o al supermarket, scegliendo i prodotti del territorio e dando la caccia ad additivi e coloranti. Si prosegue con i segreti per rendere appetibili anche ai più recalcitranti le verdure (mai stracuocerle) o il pesce (camuffato come nella bufala di caprese o fritto in tempura nera), e con le “dritte” per evitare gli sprechi in cucina…


Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo. (Diventare Pa3 in poche, oculate mosse)
Gianni Biondillo, Severino Colombo
Guanda, 2014, 252 pag., € 11.00

Un pomeriggio ai giardinetti pubblici. Due amici, vicini di casa ed entrambi padri, comprendono che non sono soli nell’universo. Ci sono altri padri come loro, e ce ne saranno sempre di più. Devono però passare da una condizione effettiva, ma “invisibile”, a una più consapevole. Svolgono un ruolo e desiderano essere riconosciuti. Ogni mattina preparano la colazione ai figli, li portano a scuola, li vanno a riprendere, li accompagnano alle feste, a danza, in piscina. Non sono padri assenti, non sono padri autoritari. Eppure le madri “tutte casa e famiglia” li guardano con sospetto e le madri “in carriera” con diffidenza. Ma l’unione fa la forza! Così i due amici prendono una decisione: daranno voce a questi padri. Non hanno un nome, però. E i due amici se lo inventano: Pa3, che sta per Padri Autonomi di terza generazione o anche Padri al cubo. Ora, in queste pagine, vengono per la prima volta allo scoperto. Un libro agile, scanzonato, che parla di esperienze vissute in prima persona e che dice in modo divertente cose serie. Per riconfigurare l’immagine del padre nella nuova società contemporanea. Test e consigli pratici come nel più classico dei manuali. E poi intercettazioni, documenti segreti, parodie, interviste esclusive, recensioni, cruciverba.


Scena padre
AA. VV.
Einaudi, 2013, 138 pag., € 17.50

Cosa accade quando la bugia di un padre, proprio lui che dovrebbe dare il buon esempio, viene smascherata davanti ai figli? E cosa si prova nello scoprire che la faccia del nemico può essere quella di chi hai generato? E poi: ma un padre deve per forza volere che il suo bambino sia il più bravo di tutti? Magari con tuo figlio riesci a parlare solo con brevi comunicazioni di servizio appiccicate sul frigorifero cercando di tenere a bada l’ansia e far passare fra le righe prima di tutto l’affetto. Di fronte ai figli solo immaginati non c’è bisogno di ricalibrare costantemente le proprie aspettative, o di reinventarsi ogni giorno. Nella vita, invece, per parare i colpi sferrati da chi ha il tuo stesso corredo genetico non basta sentirsi “l’ultimo uomo sveglio in una terra in catalessi” e passeggiare di notte in corridoio tenendo in braccio un fagotto inquieto. Né basta fare il tifo insieme agli altri genitori durante la gara di nuoto. Prima o poi arriverà il momento in cui il confronto sarà inevitabile, costringendoti a scoprire ciò che in fondo hai sempre temuto: un figlio ti è alleato e rivale in parti uguali. Per questo motivo fanno parte di “Scena padre” soltanto scrittori che genitori lo sono davvero, nella pratica dei giorni. Il che significa inciampare continuamente nello scarto tra la potenza del generare e l’impotenza dell’allevare, e provare allora ad affinare la creatività e l’ironia.


Tutte le prime volte. Educazione sentimentale di un padre e delle sue piccole grandi donne
Paolo Longarini
HarperCollins Italia, 2018, 240 pag., € 17.00

Potrebbe essere nella sala d’attesa di un ospedale, potrebbe essere la prima volta che tocca quel piedino paffuto. Potrebbe essere dopo un minuto, ma anche dopo un mese. Per ogni uomo la prima volta che comincia a sentirsi padre è diversa. E questo non è che l’inizio di un’avventura tutta da vivere (e a cui sopravvivere). Il primo giorno di scuola, la prima delusione, il primo amore, il primo discorso sul sesso (no, davvero, quello no), la prima scelta importante… Ogni giorno una sfida diversa che Paolo Longarini affronta tra una treccina sfatta, un ginocchio sbucciato e gli occhioni delle sue figlie Chiara e Irene che lo guardano con un misto di amore totale e compassione. Ed è in ognuno di questi momenti che un padre si trasforma, cresce, inciampa, si rialza. Da semplice uomo diventa padre. E credete, è molto, molto meglio.


Un’ odissea. Un padre, un figlio e un’epopea
Daniel Mendelsohn
Einaudi, 2018, 320 pag., € 20.00

Nel gennaio del 2011, al primo incontro del seminario sull’Odissea tenuto da suo figlio Daniel, mescolato alle matricole diciottenni siede Jay Mendelsohn, matematico e ricercatore scientifico all’epoca ottantunenne. «Sarà un incubo», pensa Daniel a fine mattinata, quando appare chiaro che Jay non si atterrà al ruolo di silenzioso uditore che aveva immaginato per lui. Il vecchio Mendelsohn è cresciuto nel Bronx ed era ragazzo durante la guerra. Detesta la debolezza e il raggiro, valuta le cose in base alla fatica per ottenerle e la sua sola fede è nelle scienze esatte. Non può non aver da ridire sulla figura di Odisseo, il polytropos, l’uomo dalle molte svolte, ma anche dai molti trucchi, lacrime, aiuti divini, donne. «Non capisco perché dovremmo considerarlo un grande erooooe», ripete Jay per lo stupore divertito degli studenti. Eppure, settimana dopo settimana, affronta le tre ore di viaggio da Long Island al Bard College per apprendere dalla voce di suo figlio delle Vacche del Sole e di Penelope e del nostos. E va oltre: quando Daniel, quasi per gioco, gli propone una crociera nel Mediterraneo che ripercorra i luoghi dell’epopea, Jay acconsente. Per Daniel è un’esperienza pregna di rivelazioni: per mano a suo padre capisce appieno lo sgomento dell’Ade; nei ricordi coniugali del vecchio genitore ritrova la forza dell’homophrosynē, il «pensare allo stesso modo», e in quell’uomo inaspettatamente tanto aperto e socievole, in classe come a bordo, non riconosce forse un Odisseo dalle molte svolte? Di certo è un Laerte, il cui corpo caduco presenterà il suo conto di lí a breve. «Ma la nostra odissea l’avevamo vissuta, – osserva Daniel prima che accada, – per la durata di un semestre avevamo navigato insieme, per cosí dire, attraverso quel testo, un testo che a me – e ai lettori con lui – sembrava sempre piú relativo al presente e meno al passato»

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