Non avrete il mio odio, Antoine Leiris

Venerdì sera avete rubato la vita di una creatura eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio… Siamo in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo tornare da Melvil che si sveglia dal sonnellino. Ha soltanto diciassette mesi, farà merenda come ogni giorno, poi andremo a giocare come ogni giorno, e per tutta la vita questo ragazzo vi farà l’affronto di essere felice e libero. No, non avrete nemmeno il suo odio.

Il 13 novembre 2015 Parigi è scossa da una serie di attentati terroristici di matrice islamica: tre esplosioni nei pressi dello stadio e di sei sparatorie in diversi luoghi pubblici della capitale francese.
La più sanguinosa di esse avviene al teatro Bataclan, dove sono rimaste uccise 90 persone.

Hélène Muyal-Leiris rimane uccisa in quell’attentato.
Pochi giorni dopo, su facebook, Antoine Leiris, suo marito, scrive queste parole.

Ma non basta, e così Antoine scrive un libro che diventa una testimonianza.
La testimonianza di come Antoine sopravviva alla morte della moglie, con un figlio di appena diciassette mesi, Melvin.
Mai politico, Leiris mette nero su bianco lo smarrimento di questa perdita, la paura di crescere suo figlio. Quello che ne emerge è sì un diario di dolore ma anche di necessità di continuare a vivere nonostante l’orrore.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai.

Non avrete il mio odio
Antoine Leiris
Corbaccio, 2016, 122 pag., € 8.50

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