Un luogo incerto, Fred Vargas

Il commissario Adamsberg sapeva stirare le camicie, sua madre gli aveva insegnato ad appiattire il carré e lisciare il tessuto intorno ai bottoni. Staccò il ferro, mise gli abiti in valigia. Rasato, pettinato, partiva per Londra. Impossibile sottrarsi.
Piazzò la sedia nel riquadro di sole della cucina. La stanza aveva finestre su tre lati, perciò spostava continuamente la sedia intorno al tavolo rotondo, seguendo la luce come la lucertola che gira intorno a un masso. Appoggiò la tazza di caffè lato est e sedette con la schiena al caldo.

Adamsberg e Danglard si recano a Londra per un noioso convegno sulla polizia.
Roba di routine se non fosse che durante una passeggiata notturna incappano in qualcosa di drammatico e macabro: davanti al cancello di Highgate qualcuno ha allineato delle scarpe con dentro dei piedi umani.
Nemmeno il rientro in patria è più felice, ad accoglierli trovano un bel massacro.
Adamsberg con la solita flemma inizia ad interrogare e a cercare un movente per quell’omicidio senza precedenti non sapendo che si sta mettendo in un ginepraio.

I libri di Fred Vargas sono sempre una lettura piacevolissima.
Vuoi perché ogni personaggio, dal principale fino al più insignificante, è corredato di dettagli utili a renderlo unico ed indimenticabile.
Vuoi perché una sezione di polizia che adotta un gatto e lo fa vivere da nababbo su una fotocopiatrice ha decisamente qualcosa di particolare ma i libri di Vargas sono un piacere ed anche se poi a distanza di anni non si dovesse ricordare esattamente ogni dettaglio dell’inchiesta rimarrà sempre una sensazione piacevole riguardo alla lettura.
Io consiglio Vargas perché è una boccata di aria fresca in un genere, il giallo, che spesso riserva poche cose buone.
Se poi amate i vampiri e i paesini slavi non potete proprio evitare Un luogo incerto.
Buona lettura.

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