Il coraggio. Vivere, amare, educare, Paolo Crepet

Ultima Modifica: Ott 13, 2020

Ho sempre pensato che un asilo funziona bene quando un bambino vi arriva al mattino pulito e il pomeriggio torna a casa sporco: significa che in lui è transitata un’emozione che può avere il sapore delle farina, il colore di un pennarello, la forma di una magnifica scultura di plastilina.

La recensione di Il coraggio. Vivere, amare, educare, Paolo Crepet

Che cosa si intende per coraggio?
Un tempo il coraggio era associato solo all’uomo, simbolo di forza fisica mentre con l’era delle macchine è sempre più associato alla tecnologia: mitragliatrici, carri armati…

Ma la tecnologia ha portato un mutamento anche nel comunicare: se fino a trent’anni fa occorreva esporsi, mettersi davanti all’altro per comunicare, oggi lo si può fare “nascosti” dietro uno schermo. Le virtù umane sono quindi state delegate a quello che di umano non è per nulla. Così è successo anche per il coraggio, sempre meno frequente per persone che “vagano senza bussola”.

Paolo Crepet in questo libro propone a genitori, agli educatori, ma soprattutto ai giovani, alcune declinazioni di coraggio in vari ambiti: il coraggio di dire no, il coraggio di educare, il coraggio di aver paura, il coraggio di creare, …

Con una scrittura chiara, Crepet ci dona un’analisi del nostro tempo veritiera e coraggiosa. Una lettura che consiglio in tutte le famiglie. Un libro da assaporare poco alla volta, per poterlo metabolizzare in pieno.

L’arte, quando è puro esercizio estetico, è noiosa e mediocre. L’arte, rappresentando la condizione umana, deve essere inquietante.

Il coraggio. Vivere, amare, educare
Paolo Crepet
Mondadori, 2017, 167 pag., € 18.50

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