Fai piano quando torni, Silvia Truzzi

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Annunccia, amore mio. Ti ricordi quel proverbio che sempre ti ripetevo? L’ammore fa passà ‘o tiempo e ‘è tiempo fa passà l’ammore. È falso. Anche se il tempo passa io ti penso sempre. E penso a un fiore profumato.
Nicola

Margherita ha 34 anni. È bella, ricca e ha un lavoro che ama.
Un giorno si risveglia in ospedale, dopo un grave incidente in auto. La sua compagna di stanza, Anna, è una signora anziana operata al femore.
Anna è una vecchietta tutto pepe, che ha mantenuto la gioia di vivere nonostante la vita non sia stata clemente con lei. Merito anche delle lettere che scrive e riceve ogni settimana da più di 50 anni.
Anna nota subito la tristezza di Margherita, che non riesce a superare la scomparsa del padre e l’abbandono del fidanzato.
Inizia così una stramba amicizia capace di tenere Anna attiva e di far rifiorire una spenta Margherita.

«Quanti anni hai?» Pensai che fosse il momento di mettere le cose in chiaro. «Signora, io non ho mai voglia di parlare.» La vecchia mi guardò spalancando gli occhi celesti, troppo grandi, improvvisamente dolcissimi. «Va bene, bambina.» Si alzò, diretta verso il suo letto. Da quando ero in ospedale non riuscivo neanche a piangere, ma qualche volta sognavo Francesco che mi diceva la nostra frase: «fai piano quando torni».

Un romanzo che racconta la rinascita di una donna dopo un periodo difficile, grazie all’amicizia con una signora forte e caparbia Anna, che ci fa innamorare di lei, una donna che tutti vorremmo incontrare (o magari diventare, da vecchie).
Silvia Truzzi è giornalista e lavora al Fatto Quotidiano dalla sua fondazione, nel 2009. Fai piano quando torni è il suo esordio letterario, un libro scritto in maniera allegra e mai stucchevole.

Fai piano quando torni
Silvia Truzzi
Longanesi, 2018, 272 p., € 16.40

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