
“Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre.”
La recensione di Eleanor Oliphant sta benissimo, Gail Honeyman
Eleanor Oliphant, trent’anni, vive in Scozia, ha una laurea in lettere classiche e da nove anni lavora in una agenzia di grapich design dove si occupa di contabilità. È una persona apparentemente normale, capelli lunghi lisci e castani ed una serie di cicatrici che coprono metà del suo volto, non ha una famiglia e neanche degli amici.
Lavora da lunedì a venerdì fino alle 17.30, pranza in un bar fuori dall’ufficio ed il venerdì si concede una pizza e una bottiglia di vino e a seguire si lascia andare con una bottiglia di vodka, ma senza esagerare troppo nel fine settimana.
“In ufficio c’era quel senso palpabile di gioia del venerdì, quando tutti sono collusi con la menzogna che il weekend sarà fantastico e che la settimana seguente il lavoro sarà diverso e migliore. Sono incorreggibili.”
E’ una persona perbene con una vita tranquilla agli occhi dei colleghi di lavoro. Tra le sue abitudini, il mercoledì sera c’è la conversazione con la madre, 15 minuti che le concede ogni settimana, visto che si trova in carcere.
La sua quotidianità viene stravolta ad un concerto dove vede quello che pensa possa essere l’uomo della sua vita, un musicista di cui si innamora ed inizia a volersi un po’ bene e a prendersi cura di sé.
Nel frattempo entra nella sua esistenza anche Raymond suo collega specializzato nei computer che riuscirà a diventare suo amico, un uomo semplice e molto buono. Proprio grazie a lui Eleanor riesce a migliorare la sua vita.
Ho amato subito il personaggio di Eleanor, una ragazza semplice, chiusa, con un passato difficile che piano piano riesce a ricostruirsi, a rinascere, un grande esempio di resilienza. Un caso editoriale che mi sento di consigliare!
“Sul mio cuore ci sono cicatrici altrettanto spesse e deturpanti di quelle che ho in viso. So che ci sono. Spero che resti un po’ di tessuto integro, una chiazza attraverso la quale l’amore possa penetrare e defluire. Lo spero.”
Buona lettura!
Eleanor Oliphant sta benissimo
Gail Honeyman
Garzanti, p. 352, 2018, € 17,90
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