Non dire cazzo, Francesca Rimondi

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In cucina comincia a entrare troppo sole.
Lei abbassa con gesto sicuro la tenda rossa a metà. Pensa che quella potrebbe essere una giornata particolare.

Francesca vive a Bologna con il suo compagno e i suoi due figli maschi.

In questo libro raccoglie una serie di aneddoti della sua quotidianità con un figlio adolescente e uno ancora piccolo.
Il modo di raccontare di Francesca è ovviamente estremizzato, ma riesce così a raccontarci il rapporto con i suoi figli, con il compagno, con i nonni, e lo fa con ironia.

L’unico modo di sopravvivere ai figli, è occuparsene.

Non dire cazzo è un racconto a frammenti.
Manca un po’ di filo logico, se non a grandi linee, e questo può essere un bene e un male: un bene perchè si può leggere anche a più riprese, e trovarsi a sorridere sempre.
Un male perchè ci si perde un po’ a livello temporare.

«Mamma, tu hai mai fatto sesso?»
«Mamma, ma tu ti droghi?»
«Mamma, ma tu lo sai che cos’è il gioco della bottiglia?»
«Mamma, ma tu non hai mai fatto sesso quando io ero in casa, vero?»
«Mamma, che cos’è un tampax?»
«Mi fai vedere il video dei Green Day su Youtube?»
«Mi fai vedere Youtube?»
«Posso stare sveglio tutta la notte venerdì?»
«Posso guardare l’Esorcista?»
«Possiamo andare avanti veloce nelle scene in cui si baciano?»

Tutto sommato comunque è un libro godibile, da leggere come svago, soprattutto per quelle mamme che non ne possono più di essere perfette.

Non dire cazzo
Francesca Rimondi
Frassinelli, 2018, 340 pag., € 17.00

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