Giorno della memoria: 10 libri per non dimenticare

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Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. […] C’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.
(Primo Levi)

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, la giornata in cui si ricordano le vittime della Shoah, si ricorda quello che è stato per far sì che non accada più.

La letteratura mondiale ha tantissimi libri a tema e riteniamo che sia giustissimo: leggere quello che è stato aiuta a non dimenticare.

Vi consigliamo quindi 10 libri da leggere per riflettere, ricordare e non dimenticare


FU STELLA
Matteo Corradini
Lapis, 2019, 62 pag., € 14.40
Età di lettura: Da 6 anni

Nel progetto di sterminio attuato dalla Germania nazista e dai suoi alleati tra il 1935 e il 1945, molti ebrei vennero costretti a cucire sopra i vestiti una stella a sei punte di stoffa gialla. Milioni di stelle hanno seguito il destino dei loro proprietari e spesso sono state le uniche testimoni di ciò che oggi chiamiamo Shoah. La stella, dunque, diviene voce narrante di questo albo di rime e illustrazioni. Pagina dopo pagina, la stella del bambino e della bambina, del rabbino, della violinista, della professoressa, del libraio…


QUI RADIO LONDRA
Vanna Cercenà
Lapis, 2019, 134 pag., € 10.00
Età di lettura: Da 8 anni

Laura è costretta a lasciare la scuola e a scappare con la mamma senza sapere il perché. Si ritrova a San Rocco, un paesino tra i monti, nella casa dei nonni, non lontana da un rifiguio alpino che diverrà la base d’appoggio di un gruppo di partigiani. Unico legame con il resto del mondo e insieme speranza per un domani migliore, è una vecchia radio nascosta nell’armadio del nonno. La vita di ogni giorno, fatta di giochi, scuola, amicizie, sorprese, avventure, si snoda accanto alle tragiche vicende della guerra, raccontate dalla voce metallica di una radio clandestina: Radio Londra.


IL MIO MAESTRO JANUSZ KORCZAK
Itzchak Belfer
Gallucci, 2019, 56 pag., € 6.90
Età di lettura: da 6 anni.

Immagina un fantastico orfanotrofio in cui regna l’amore e i bambini dettano le regole con responsabilità! Itzchak Belfer, l’autore di questo libro, racconta gli anni trascorsi nell’orfanotrofio fondato dal pediatra Janusz Korczak, il creatore di un metodo pedagogico basato sulla libertà e sull’uguaglianza, che permetteva ai piccoli ospiti della Casa degli Orfani di gestire la vita quotidiana, risolvere i conflitti e sviluppare i propri talenti. Janusz Korczak fu ucciso dai nazisti, ma le sue idee e il suo metodo non moriranno mai. Durante l’occupazione nazista di Varsavia, Belfer fuggì in Russia e riuscì a scampare all’Olocausto, unico sopravvissuto della propria famiglia. Korczak rifiutò di abbandonare i piccoli orfani ebrei per mettersi in salvo e morì insieme a loro nel campo di concentramento di Treblinka. I suoi scritti hanno ispirato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino e sono applicati ogni giorno da innumerevoli insegnanti in tutto il mondo.


6 CAMPI. SOPRAVVISSUTA A TEREZÍN, AUSCHWITZ, KURZBACH, GROSS-ROSEN, MAUTHAUSEN E BERGEN-BELSEN
Zdenka Fantlová
TRE60, 2018, 303 pag., € 16.40

Quando i tedeschi occupano la Boemia e la Moravia, nel marzo 1939, Zdenka Fantlová ha 17 anni. Nonostante le discriminazioni che i nazisti impongono da subito agli ebrei, cerca di vivere normalmente la sua vita. Fino a quando il padre viene deportato a Buchenwald: Zdenka non lo rivedrà più. Nel 1942 viene deportata, insieme alla famiglia e al fidanzato Arno, a Terezín, un campo di concentramento a nord-ovest di Praga. Mentre Arno viene spedito in un campo a est, Zdenka vi rimane fino al 1944, quando viene «trasferita» ad Auschwitz: lei e la sorella Lydia sopravvivono alle selezioni, la madre no. Ma a questo punto le sorti della guerra si sono ribaltate, i russi incalzano e cominciano le terribili «marce della morte» verso ovest. Zdenka e Lydia transitano così da Kurzbach e poi dal famigerato campo di Gross-Rosen. E poi sono di nuovo «spostate» a Mauthausen e infine a Bergen-Belsen. Qui, dopo la morte della sorella, Zdenka viene infine liberata dagli inglesi, unica sopravvissuta della sua famiglia. Oggi, a 95 anni, Zdenka è impegnata a portare la sua testimonianza in giro per il mondo, perché tutto ciò che lei ha vissuto non sia dimenticato.


FINO A QUANDO LA MIA STELLA BRILLERÀ
Liliana Segre, Daniela Palumbo
Piemme, 2018, 200 pag., € 9.90
Età di lettura: Da 11 anni

La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare.


STELLE DI CANNELLA
Helga Schneider
Salani, 2011, 117 pag., € 9.00
Età di lettura: Da 10 anni

È l’inverno del 1932. A Wilmersdorf, un tranquillo e benestante quartiere di una città tedesca, il periodo natalizio è annunciato dalle grida gioiose dei bambini che giocano a palle di neve. Fra le famiglie che abitano tre case, i rapporti superano quelli del buon vicinato: David, figlio del giornalista ebreo Jakoob Korsakov, e Fritz, figlio del poliziotto Rauch, sono amici per la pelle e compagni di banco alla scuola elementare; la sorellastra di David è fidanzata con il figlio del noto architetto Winterloh; persino la gatta di Fritz e il gatto di David sono amici.


IL FUMO DI BIRKENAU
Liana Millu
Giuntina, 2008, 165 pag., € 14.00

“‘Il fumo di Birkenau’ di Liana Millu è fra le più intense testimonianze europee sul Lager femminile di Auschwitz-Birkenau: certamente la più toccante fra le testimonianze italiane. Consta di sei racconti, che tutti si snodano intorno agli aspetti più specificamente femminili della vita minimale e disperata delle prigioniere. La loro condizione era assai peggiore di quella degli uomini, e ciò per vari motivi: la minore resistenza fisica di fronte a lavori più pesanti e umilianti di quelli inflitti agli uomini; il tormento degli affetti familiari; la presenza ossessiva dei crematori, le cui ciminiere, situate nel bel mezzo del campo femminile, non eludibili, non negabili, corrompono col loro fumo empio i giorni e le notti, i momenti di tregua e di illusione, i sogni e le timide speranze.” (Dalla prefazione di Primo Levi)


JAKOB IL BUGIARDO
Jurek Becker
Neri Pozza, 2019, 269 pag., € 14.50

1945. In un piccolo ghetto ebraico della Polonia occupata dalle truppe naziste la vita si trascina tra infiniti stenti. Jakob Heym, proprietario di un caffè chiuso da tempo, si aggira smarrito tra le botteghe abbandonate dagli ebrei che hanno trovato riparo all’estero o non sono riusciti a scampare alla tragica sorte dei campi di sterminio. Un giorno, per non aver rispettato il coprifuoco, si ritrova negli uffici del comando dell’«amministrazione tedesca» dove, in attesa dell’ufficiale di picchetto, gli capita di ascoltare una radio. Tra fatti di scarso rilievo su un quartier generale nazista, lo speaker ad un certo punto annuncia che le truppe tedesche hanno «eroicamente» respinto «l’attacco bolscevico a venti chilometri da Bezanika». Bezanika… un paese non a due passi, ma nemmeno tanto lontano. Come comunicare agli altri una simile notizia? Dire: Rallegratevi fratelli, impazzite di gioia, i russi sono giunti a venti chilometri da Bezanika? E annunciare di aver sentito il tutto al comando nazista, col rischio di passare per una spia? Jakob Heym sceglie un’altra via, la via della menzogna, utile in circostanze in cui non esistono altre strade. «Ho una radio», dice all’amico Mischa annunciandogli la lieta novella dei russi a quattrocento chilometri dal ghetto. La notizia si diffonde in un baleno. Perfino i bambini, nel ghetto, vengono a conoscenza del grande segreto. La gente si presenta da Jakob, dal possessore di radio Heym, per apprendere ogni dettaglio della liberazione in arrivo. E Jakob fa trapelare finti bollettini di guerra, inventa avvenimenti e situazioni incoraggianti, perché la speranza rinasca e il ghetto si rianimi. Pubblicato per la prima volta nel 1968, e da allora una delle opere più importanti sulla Shoah, oggetto anche di una fortunata trasposizione cinematografica con Robin Williams nei panni di Heym, Jakob il bugiardo mostra come la letteratura, non rinunciando a nessuno dei suoi registri, persino a quello della commedia, possa restituire, più di mille saggi e trattati, il senso autentico di una delle più immani tragedie delle Storia.


IL VOLO DI SARA
Lorenza Farina
Fatatrac, 2018, 32 pag., € 14.90
Età di lettura: da 6 anni

L’incontro lieve tra una bambina e un pettirosso in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale è il tema di questo libro. Il piccolo pettirosso deciderà di portare con sé questa nuova amica perché la Shoah è una cosa troppo crudele per una bambina.


LA PIOGGIA PORTERÀ LE VIOLETTE DI MAGGIO
Matteo Corradini
Lapis, 2017, 113 pag., € 12.50
Età di lettura: Da 10 anni

Clara ama Samuel ma anche suonare il clarinetto. E nella custodia di un antico clarinetto trova un biglietto d’amore per una ragazza chiamata… Clara. Così alla Clara di oggi viene una pazza voglia di ritrovare la Clara di ieri, ma l’unico indizio è lo strumento musicale. In un viaggio strampalato sul furgoncino di una band di metallari, in una Praga misteriosa dove l’amore di oggi s’intreccia alla Memoria del ghetto di Terezin.


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