Il quaderno di Maya, Isabel Allende

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Una settimana fa, all’aeroporto di San Francisco, la nonna mi abbracciò senza piangere e mi ripetè che, se avevo minimamente a cuore la mia esistenza, non dovevo mettermi in contatto con nessuno finché non avessimo avuto la certezza che i miei nemici non mi cercavano più.

Maya è una ragazza in guai molto grossi.
Deve fuggire lontano, rintanarsi dove nessuno la andrebbe a cercare perché è a conoscenza di un’nformazione che tutti, malviventi e poliziotti, desiderano più di ogni altra cosa.
La ragazza, infatti, è stata il corriere della droga di un pezzo grosso di Las Vegas abilissimo nel falsificare i soldi e solo lei sa dove si trovano non solo i soldi ma anche le matrici.
Ma come è finita la ragazzina allevata da due nonni amorevoli in un guaio simile?

Isabel Allende scrive il quaderno di Maya per rispondere a una richiesta dei nipoti che volevano una storia con protagonisti ragazzi della loro età.
La scrittrice crea il personaggio di un’adolescente inquieta che scoprirà la violenza e la tossicodipendenza.
Maya alla fine troverà il suo equilibrio non senza dolore e la forza di rinascere in un’isola sperduta di quel Cile che ancora porta i segni della dittatura.

La scrittura della Allende è sempre piacevole anche in una storia diversa da quelle a cui ci ha abituati.
E anche se la protagonista non ispira una grandissima simpatia all’inizio, le sue disavventure sono ben raccontate.

Buona lettura.

Il quaderno di Maya
Isabel Allende
Feltrinelli, 2012, p. 398, €. 10,00

Photo : 900letterario.it

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