La figlia della fortuna, Isabel Allende

“Non c’è niente di inutile. Nella vita non si arriva da nessuna parte,

Eliza, si cammina e basta.” (cit. Tao Chi’en)”

Ho faticato un po’ a leggere questo romanzo di Isabel Allende, l’ho trovato un po’ pesante, molti flashback che non io amo particolarmente e che hanno rallentato la lettura.

Eliza, la protagonista è una bambina cilena orfana, adottata da una famiglia inglese.

Cresce tra lezioni di piano, dizione e portamento e rinuncerà a tutto per il suo grande amore.

A diciassette anni si innamora perdutamente di un uomo, Joaquìn Andieta, impiegato in città, un amore molto idealizzato.

Eliza è una donna un po’ troppo ostinata, molto coraggiosa e determinata.

Decide di partire per la California alla ricerca dell’oro con Joaquin.

Durante la fuga conoscerà un medico Tao Chi’en che l’aiuterà a scappare dal Cile.

Questo è il primo di una trilogia a cui seguono Ritratto in seppia e La casa degli spiriti.

«Tutti nascono con qualche talento speciale ed Eliza Sommers scoprì presto di possederne due: un buon naso e una buona memoria. Il primo le servì per guadagnarsi da vivere e il secondo per potersene ricordare, se non con precisione, almeno con la poetica vaghezza degli astrologi.”

Buona lettura!

La figlia della fortuna
Isabel Allende
Feltrinelli, 1999, p. 256, €13,00

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Photo : pausacaffeblog.it

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