Chiamami col tuo nome, André Aciman

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Quando soffia il vento e le tende si gonfiano e io alzo lo sguardo, se sono qui, o esco sul balcone, mi ritrovo a pensare che sei lì dentro, che dal tuo mondo guardi il mio mondo e dici, come quella notte quando ti ho trovato sullo scoglio: Sono stato felice qui.

In una torrida estate degli anni ’80, in Liguria, si intrecciano le vite di Elio e Oliver.
Come ogni anno il padre di Elio, professore all’Università, invita un suo allievo eccellente a passare l’estate nella sua casa al mare per scrivere e lavorare alla tesi di dottorato.
Tutti nella casa, anche il giardiniere e la tuttofare, sono abituati a queste presenze straniere che per sei settimane stravolgono la vita quotidiana.
Elio, diciassette anni e tanta, troppa erudizione, più di tutti attende l’ospite chiedendosi se sarà simpatico o riservato e sotto sotto sbuffando perché costretto a cedere la sua camera allo studente.
Nell’estate del 1987 arriva Oliver bello come il sole, un filo strafottente, schivo, molto sulle sue e capace di far perdere la testa a tutti.
Elio passerà giornate intere a riflettere su Oliver fino a rendersi conto di provare qualcosa che va al di là della semplice curiosità o simpatia.
Elio e Oliver scopriranno di amarsi e, se pur lungo solo un’estate, il loro sarà un amore potente che lascerà i suoi echi anche nel futuro.

Chiamami col tuo nome è un romanzo di André Aciman del 2007.
Una storia molto bella e particolare.
Una storia che narra il desiderio, il suo crescere, la passione.
Un libro dove più che le parole contano le atmosfere, soprattutto nella prima parte, dove intere pagine descrivono Oliver che prende il sole, o che va in bicicletta e i pensieri di Elia che nello stesso tempo lo respinge e lo attira.
Chiamami col tuo nome è la storia di come nasce un sentimento ed è anche un romanzo di formazione dove Elia scopre l’amore, il sesso e come sia difficile gestire se stessi e gli altri.
Un libro sensuale ricco di sfumature e di sentimenti che racconta come l’amore sia una forza travolgente che ci accompagna nel ricordo per tutta la vita con un velo di malinconica nostalgia per ciò che è stato e non può tornare.

Il regista Luca Guadagnino ha portato sul grande schermo il romanzo nel 2017.
Il film è stato osannato dalla critica e presentato in pompa magna eppure, secondo me, non riesce a trasmettere tutte le emozioni del libro.
Il libro è talmente ricco di emozioni, amore, odio, paura che il film sembra la sua versione frigida.
Lo stesso Ivory, autore della sceneggiatura vincitrice di un Oscar, si è detto in disaccordo con la scelta di evitare scene intime tra i due protagonisti.
Ed in effetti la sfera sessuale riveste una grande importanza all’interno del romanzo perché è uno dei cardini della crescita del personaggio di Elia.

Ci sono numerose differenze tra il film e il romanzo e la più importante è sicuramente la scelta di terminare il film tralasciando tutta l’ultima parte del romanzo.
Guadagnino ha però dichiarato di stare lavorando con lo scrittore al seguito del film e probabilmente inserirà nel nuovo film gli anni mancanti.
Il regista inoltre ha scelto di spostare l’azione dalla Liguria a Crema, città dove risiede.
L’amministrazione della città lombarda si è messa a disposizione della produzione, organizzando per l’uscita del film addirittura una proiezione in contemporanea in tutte le sale cinematografiche della città ed invitando i due attori protagonisti.
Nella piazza principale di Crema, è stato lasciato allestito un angolo con un tavolino e due sedie come durante le riprese e proprio in questi giorni si può visitare una mostra che racconta i fan del film e le loro sensazioni nei luoghi delle riprese.
Eppure, a fronte di tutto questo, il regista Guadagnino si è detto pentito di aver scelto la città per il film.

Chiamami col tuo nome
André Aciman
Guanda, 2017, p. 271, €. 17,00

Photo : rollingstone.it

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