Le donne rappresentano a livello globale solo il 24% delle persone ascoltate, rappresentate o di cui si è letto nei media, e spesso fanno notizia per tematiche relative alla sfera privata o in quanto vittime. Per evitare i processi di vittimizzazione si deve puntare su una informazione che valorizzi i movimenti femministi, i talenti delle donne, le storie di cambiamento sociale femminile sia nello spazio privato che pubblico.
Nell’ultimo mese, abbiamo parlato di femminismo e abbiamo capito quando sia fondamentale il linguaggio utilizzato per far rispettare le pari opportunità e i diritti senza discriminazioni.
Chiara Cretella ci regala delle semplici quanto importantissime linee guida ad uso soprattutto del mondo della comunicazione.
I media possono lavorare su una nuova cultura del consenso; parlare della violenza contro le donne anche fuori dai casi di cronaca; evitare toni emergenziali; lavorare sull’educazione e la prevenzione culturale; essere agenti fondamentali delle prassi trasformative.
Linee guida che comunque sono utili a chiunque, per poter parlare correttamente del fenomeno della violenza di genere, fenomeno sempre più dilagante.
Questo libriccino è edito da DRY-ART, un’associazione culturale con sede in Bologna che si occupa di arti letterarie, musicali e teatrali. Dopo varie produzioni teatrali, l’associazione ha anche gestito il Caffè Letterario della Mediateca di San Lazzaro di Savena (Bologna).
Io la conoscevo bene
Linee guida per una corretta comunicazione di genere,
Chiara Cretella
Dry-Art, 2017, 24 pag., € 2.50








