La storia di Marinella. Una bambina del Vajont, Emanuela Da Ros

Ore 7.05

“Marinella!”
Anche oggi il cielo sarà azzurro. Marinella non ha ancora aperto del tutto gli occhi, ma dalla luce che filtra attraverso le tapparelle intuisce che la giornata sarà bellissima.
Le piace restare un po’ a letto, appena dopo essersi svegliata, e cercare di indovinare come sarà il tempo. La sua vista si abitua pian piano al chiarore della stanza. È tutto così tranquillo intorno a lei. Se non fosse per la voce della mamma, potrebbe pensare di essere sola.
Sola al mondo. Non le dispiacerebbe troppo essere sola. O forse sì.

Dopo la visita al memoriale delle vittime del Vajont, Emanuela Da Ros non è più riuscita a togliersi dalla mente quel quaderno di scuola estratto dal fango, il quaderno di Marinella. E ha sentito la necessità di far rivivere quella bambina e i suoi sogni, perché i bambini di oggi sappiano che cos’è successo allora e non si ripetano gli errori del passato.

La recensione di La storia di Marinella. Una bambina del vajont di Emanuela Da Ros

Siamo a Longarone negli anni sessanta.
Esattamente nel 1963.
Esattamente in ottobre. Il 9.
Inutile girarci attorno, per noi italiani questa è una data che non si dimentica. E’ la data della tragedia del Vajont.
Però questa storia inizia alle 7.05 del mattino, quando Marinella viene svegliata dalla mamma per andare a scuola e finisce quando Marinella si addormenta nel suo letto. E non si sveglierà più, perchè travolta da un’onda di acqua e fango.

Marinella è una bambina esuberante che fa diventare matta la mamma e la maestra.
Da sempre ha due amiche e da questa estate anche un amico, Marco, che viene da Casso.

Viviamo con lei una giornata tra scuola, marachelle, corse e abbracci.
Fino alle 22.39. Fino a quando l’orologio del municipio di Longarone si ferma. L’ora in cui si fermano tutti gli orologi. L’ora in cui un intero paese viene spazzato via.

“Devi proprio urlare? La tua voce ha raggiunto le Rece del Gat. E poi guarda! Hai crepato anche il cemento della diga.”
“Esagerato! La diga non si può rompere: è indistruttibile!”
Marinella lo pensa davvero. O almeno, lo spera. Ha un ricordo vago di come fosse la valle del Vajont prima che costruissero la diga. Aveva appena quattro anni quando gli operai avevano cominciato a scavare nel greto del torrente Vajont, a riempire di cemento le fondamenta e a mettere le impalcature su quella che sarebbe diventata la “diga a doppia curvatura più alta del mondo”, come ripeteva fiero il nonno Marco.

La mia opinione di La storia di Marinella. Una bambina del vajont di Emanuela Da Ros

La storia di Marinella. Una bambina del vajont è un libro piccolino ma molto intenso che si fa leggere tutto d’un fiato.
Marinella è esistita davvero. Emanuela Da Ros ha visto il suo quaderno in una teca del museo delle vittime del Vajont e ne è rimasta talmente colpita da volerle dare voce.
Un libro semplice, piccolo, da far leggere anche ai bambini per fargli conoscere cosa è successo.

“Li vedi quegli alberi?” le dice indicando il monte Toc, che sembra starsene accucciato dietro la diga. “Non noti niente di strano?” “No.” “Guarda bene. Le cime puntano verso il cielo?” “Be’, no. Puntano verso Erto e Casso. Sembrano piegate.” “Se non stanno in piedi gli alberi, non sta in piedi nemmeno la montagna.”

Il disastro del Vajont

Alle ore 22.39 del 9 ottobre 1963, una frana di circa 270 milioni metri cubi di roccia, scivolarno nel bacino artificiale sottostante creato dalla diga del Vajont, provocando un’onda di piena tricuspide che superò di 250 m in altezza il coronamento della diga e che in parte risalì il versante opposto distruggendo tutti gli abitati lungo le sponde del lago nel comune di Erto e Casso, in parte scavalcò il manufatto e si riversò nella valle del Piave, distruggendo quasi completamente il paese di Longarone e i comuni limitrofi.
I morti furono 1917.
(fonte: wikipedia.it).

Longarone prima e dopo il disastro del Vajont.
Longarone prima e dopo il disastro del Vajont.

Emanuela da Ros

Emanuela Da Ros, classe 1959, è una giornalista, docente e scrittrice italiana, specializzata in libri per ragazzi.
Il suo esordio nella letteratura per ragazzi risale al 2000, anno in cui ha vinto il Premio Pippi per inediti con Il Giornalino Larry (Feltrinelli, 2001). Nel 2015 è uscito, sempre per Feltrinelli, La storia di Marinella, una bambina del Vajont e, nel 2017, Bulle da morire. Ancora per Feltrinelli Kids, Io faccio quello che voglio! (2019) e Il club delle gazze ladre (2019).

La storia di Marinella. Una bambina del vajont
Emanuela Da Ros
Feltrinelli, 2015, 125 p., € 10.00

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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