Il male oscuro, Giuseppe Berto

…in quale enorme misura somigli al padre mio io lo vado scoprendo per mezzo di questa figlia Augusta a mano a mano che cresce, e sta a vedere che lui mi amava come io amo lei ossia immensamente potrei dire, ed ora mi dispiace non averlo capito quand’era ancora in vita e avrei potuto sia pure in parte ricambiarlo, però in questo dispiacere non c’è fortunatamente nulla di malato si tratta soltanto d’un normale rimpianto quale forse anche san Francesco o Adolfo Hitler tanto per citare due estremi avrebbero potuto provare in simili circostanze…

La recensione de Il male oscuro di Giuseppe Berto

Il male oscuro è la storia di un uomo affetto da nevrosi.
La narrazione in prima persona non procede in ordine cronologico; infatti il romanzo è un racconto dettagliato con periodi molto lunghi e con una punteggiatura, scarsa, che serve a dare allo scritto la cadenza della lingua parlata.
Leggendo infatti si ha proprio l’impressione di sentire la storia direttamente dalla bocca del narratore.

Il protagonista è un uomo come tanti: figlio primogenito, poi marito e padre.
E proprio nel suo ruolo da padre inizierà a ripensare al proprio padre e alla lotta sempre messa in campo contro di lui e che definirà come cruciale nella sua vita.
Molti dottori tenteranno di curarlo somministrandogli medicinali fino all’incontro con un dottore che inizierà con lui un percorso di psicoanalisi.

La mia opinione su Il male oscuro di Giuseppe Berto

Il male oscuro è un libro del 1964 pubblicato prima da Rizzoli e ora da Neri Pozza.
Un libro bello ma molto impegnativo.
Lo stile richiede grande attenzione, è un libro che va seguito con cura nei suoi lunghissimi paragrafi, il flusso dei pensieri del protagonista-narratore è inarrestabile ed impetuoso ma rende vividissimo il racconto e la vicenda.
Questo non vuol dire che sia un libro tedioso, anzi!
In più di un’occasione scappa da ridere perché spesso i pensieri e gli accadimenti hanno un risvolto paradossale e grottesco e tutto ciò rende con ancora più forza il dramma di quest’uomo e il suo coraggio.

Il protagonista è affetto da nevrosi da angoscia con attacchi di panico e claustrofobia quindi qualsiasi cosa può trasformarsi in una tragedia o in un limite difficilmente superabile; persino defecare può assumere contorni drammatici oppure andare al ristorante.

La cosa allo stesso tempo assurda e magistrale della descrizione della malattia e del suo portatore è che il protagonista vive una vita all’apparenza come tutti, svolge un lavoro anche interessante, e quindi potrebbe essere chiunque conosciamo.
Eppure dietro la sua vita all’apparenza così normale c’è il dramma di una mente sempre in movimento, una mente suggestionabile che lotta per una vita normale.
Sarà l’anziano psicanalista che incontrerà a dargli la voglia di iniziare degli incontri non prescrivendogli pasticche inutili ma spiegandogli esattamente il percorso da intraprendere

la psicoanalisi è una cura efficace per alcune malattie e inefficace per altre, e inoltre di solito non fa miracoli ma si limita a ricercare le cause per lo più remote delle nostre angosce e paure e ce ne rende consapevoli in modo che non non ne abbiamo più paura o ne abbiamo meno paura di prima, quindi non bisogna aspettarsi dalla cura ciò che la cura non può dare e tenere presente che per raggiungere risultati apprezzabili ci vuole diligenza e perseveranza sia da parte dell’analista che da parte dell’analizzando o paziente che sia

Il male oscuro è un libro profondamente vero che descrive senza falsità cosa significhi vivere con il fardello di una malattia come la nevrosi e riesce a raccontarlo senza cadere nel melodramma ma divertendo, appassionando e dando spunti di riflessione importanti.
Buona lettura.

Il male oscuro
Giuseppe Berto
Neri Pozza, 2016, p. 508, €. 18,00

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