Poker, Stefano Graiff

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“Mary?!” chiamai mentre le ero dietro a meno di due metri. Lei si voltò, quasi non me l’aspettavo. Mi fisso e rimanemmo immobili per un tempo che non saprei descrivere. Ci lanciammo gli sguardi uno nell’altro. Mary se ne stava li e mi fissava. Immobile.”

La recensione di Poker di Stefano Graiff

Max sta giocando una partita a poker inusuale, tra pistole e proiettili in una fabbrica abbandonata a Trento per salvare la sua amata da un organizzazione che la sfrutta.

“Il poker è come la vita da un momento all’altro può andare tutto a puttane.”

Il poker è una famiglia di giochi di carte nella quale alcune varianti sono classificabili come gioco d’azzardo, altre come poker sportivo. Sono caratterizzati da un sistema di combinazioni formate con le carte di ciascun giocatore e da un meccanismo di puntate successive che offre molte possibilità tattiche e di influenza sugli altri giocatori, consentendo in particolare di ritirarsi con perdite contenute dalle mani che non si ritiene di poter vincere.
Il grande successo del poker è dovuto al fatto che l’abilità del giocatore è molto più importante rispetto ad altri giochi d’azzardo. Un  gioco di cui ho sentito parlare spesso ma di cui conosco molto poco.

Max orfano di padre vede morire sua madre assassinata in cucina e ormai solo, viene portato in orfanotrofio.
Durante questa partita a poker ricorda il suo passato, l’orfanotrofio dove ha passato la sua infanzia e Mary, bambina vivace ora donna fredda e distaccata.

Si domanda cosa possa esserle successo e soprattutto perchè tutti gli dicono di lasciarla perdere.

La mia opinione di Poker di Stefano Graiff

“Nessuno vede niente, nessuno si accorge di niente ma mi sembra quasi di sentirla una risata, una risata di un pubblico che siete voi, nascosti bene dietro quella telecamera, che se la ride per il mio gesto.”

Un thriller psicologico che lascia senza fiato.

Ho apprezzato molto gli sbalzi temporali tra presente e passato che ci aiutano a conoscere e capire le dinamiche di questa storia. Anche se a volte ho faticato un po’ a seguire questi continui cambiamenti e a capire esattamente in che periodo ci trovassimo.
Max, il protagonista mi è piaciuto molto perchè è un uomo con un carattere molto forte, disposto a giocarsi tutto perchè dalla vita non ha mai avuto nulla. E’ sempre stato solo e abbandonato, non ha nulla da perdere e si gioca quel poco che gli rimane per un pò di felicità.

Come ho già scritto sopra non conosco il mondo del poker, ma essendo un gioco d’azzardo credo che il paragone  dell’autore con i rischi della vita di tutti i giorni sia perfetta.

L’autore

Stefano Graiff nasce a Verona il 17 settembre 1982.Trascorre i primi ventidue anni della sua vita tra Cles e Romeno, piccoli borghi trentini che ama profondamente. Ora vive a Trento. La sua passione per la mente lo porta a studiare psicologia cognitiva e semiotica. Colleziona chitarre, ma suona sempre la stessa. Passa ore a osservare il comportamento degli insetti (anche quelli bipedi). Suona nei Clara Can’t Escape, alternative rock band.

Buona lettura!

Poker
Stefano Graiff
Lettere Animate, 2018, p. 234, € 14,00

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