
Avevo provato a dirglielo, cercato di fargli capire-per l’ennesima volta-che non era in grado di guidare…sarebbe stato meglio che lasciasse a me il volante…ma lui aveva insistito e, siccome non mi andava di mettermi a discutere, alla fine gliel’ avevo data ancora vinta.
Cazzo quanto era ubriaco.
La recensione di Noi felici pochi di Patrizio Bati
Una notte come tante, in piena estate.
Una macchina con a bordo tre ragazzi e due ragazze viaggia su stradine tortuose.
I cinque amici sono stati in discoteca poi si sono imbucati ad una festa privata ed infine hanno deciso di tornare a casa.
Andrea però ha voglia di scherzare, in fondo cosa può succedere?
Ha bevuto tanto, anzi sicuramente troppo, ma lui e i suoi amici sono invincibili.
A loro non succede niente.
Va sempre tutto bene.
Andrea chiude gli occhi un momento, guidare al buio ad occhi chiusi sulla panoramica è adrenalinico, e la macchina esce fuori strada, accartocciandosi su se stessa e ferendo in modo grave Costanza.
Gli altri ragazzi iniziano subito a cercare aiuto ma è notte e i telefoni non prendono.
Comincia quindi una disperata caccia ai soccorsi.
La mia opinione su Noi felici pochi di Patrizio Bati
La mia vita era una lunga lista di sogni realizzati.
Noi felici pochi è il primo romanzo di Patrizio Bati.
Chi è Patrizio Bati?
In realtà non esiste o meglio è uno pseudonimo che nessuno sa a chi appartenga.
Il nome è l’italianizzazione di Patrick Bateman, protagonista di American psycho, libro scritto da
Bret Easton Ellis.
Patrizio Bati è anche il nome di uno dei protagonisti nonché narratore di Noi felici pochi.
Tutte le scene di violenza narrate sono accadute veramente.
Noi felici pochi è un libro crudo, cattivo, brutale.
Una storia che si legge senza poter anche solo lontanamente pensare di smettere ma certo una vicenda che potrebbe turbare o infastidire parecchio.
I protagonisti sono dei ragazzi intorno ai vent’anni.
Una gioventù della Roma bene, fissata con la moda: scarpe, camicie, pantaloni, tutto firmato, tutto di un certo modello o taglio perché così si riconoscono tra di loro, così fanno gruppo.
Dicevamo Roma bene, anzi proprio di eccellenza.
Figli di magistrati, avvocati, industriali, famiglie fantasma che li hanno partoriti e poi lasciati al mondo perché dal racconto di Patrizio queste famiglie servono solo a sganciare fondi per vacanze da sogno e “serateficajacuzzialcooldroga”, come sottolinea più volte il nostro narratore.
Fa male questo libro e disturba davvero tanto ma non per ciò che racconta quanto per il fatto che nessuno si dica mai pentito o dispiaciuto.
Questi pariolini sono i padroni del mondo, sanno di poter fare tutto e lo fanno senza problemi.
Sanno che nessuna delle vittime dei pestaggi, o scherzi come si divertono a chiamarli, andrà mai a denunciarli perché in anni di pratica hanno imparato ad essere veloci, scaltri, invisibili.
Tutto viene raccontato con freddezza perché al nostro narratore, non interessa cosa pensiamo di lui.
A Patrizio interessa solo di Patrizio e dei suoi fratelli/amici.
Una storia sicuramente dura, che lacera le coscienze di chi legge, però scritta con un ritmo serrato ed incalzante che ti incolla alle pagine.
Disturbante è anche e soprattutto la copertina del libro dove è tutto immobile, nell’eternità fissa di sguardi di plastica.
Sicuramente un libro diverso da quello che di solito si legge.
Che poi sia davvero il primo romanzo di un giovane autore o che dietro al nome Patrizio Bati si nasconda una penna famosa poco importa.
Ciò che conta è che questi felici pochi non li dimenticheremo facilmente.
Buona lettura.
Noi felici pochi
Patrizio Bati
Mondadori, 2019, p. 166, €. 17,00








