Camilla che odiava la politica, Luigi Garlando

“Mi porterai tre penne, perché io ti spiegherò la politica con tre parole.”
“Tre sole parole?”
“Non ne servono di più. Una al giorno. Una italiana, una greca, una latina. Tre biro in cambio di tre parole.”

La recensione di Camilla che odiava la politica di Luigi Garlando

Camilla vive a Paludate S.F. e frequenta la scuola media.
Vive con la mamma e il fratellino.
Il papà Roby non c’è più. Si è ucciso in prigione dove si trovava perché accusato di aver sottratto soldi al partito. Perché Roby era un politico. Uno molto amato dalla gente e quell’accusa, quei soldi ritrovati a casa sua lo avevano bollato per sempre.
Camilla sa che Roby era innocente ma da quando è morto la gente di Paludate guarda lei e la sua famiglia con occhi diversi.

Un giorno a Paludate arriva un barbone. Il suo nome è Aristotele e diventerà amico di Camilla.
Le insegnerà, usando solo tre parole, cosa è la politica e perché sia importante.
Camilla accetta anche se lei, da quando Roby si è ucciso, non crede più nella politica e nelle persone.

La mia opinione su Camilla che odiava la politica di Luigi Garlando

Camilla che odiava la politica è un libro imperdibile.
Scritto per ragazzi ma adatto a tutti perché ricco di temi universali.
La politica, il rapporto tra le persone, la libertà di scelta sono solo alcune delle tematiche affrontate con un linguaggio semplice che arriva dritto al cuore.

Camilla è un personaggio fortissimo, molto simpatico e dal grande cuore così come indimenticabile è il misterioso Aristotele che solo alla fine svelerà la sua vera identità.

Un libro bellissimo che darà ottimi spunti di confronto fra ragazzi e adulti e che ci lascia un messaggio significativo: le persone sono importanti e non bisogna mai dimenticarlo.
Buona lettura.

Camilla che odiava la politica
Luigi Garlando
BUR Rizzoli, 2015, p. 268, €. 11,00

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