Mia inquieta Vanessa, Kate Elizabeth Russell

Quando io e Strane ci siamo conosciuti, io avevo quindici anni e lui quarantadue, poco meno di trent’anni tondi a separarci. È così che all’epoca definivo la nostra differenza di età: perfetta. Mi piaceva la relazione numerica tra i nostri anni, i suoi tre volte i miei. Mi immaginavo tre piccole me che trovavano posto dentro di lui: la prima avviluppata al cervello, la seconda al cuore, la terza liquefatta a scivolargli nelle vene.

La recensione di Mia inquieta Vanessa di Kate Elizabeth Russell

Vanessa Wye ha quindici anni e frequenta una prestigiosa scuola privata.
La ragazza è un tipo solitario che non ama stare con gli altri. La sua migliore amica, Jenny, non le parla più da quando si è fidanzata e Vanessa ancora soffre moltissimo quando la incontra in classe o nei corridoi.
Per Strane, professore di letteratura inglese, è facile avvicinarsi a Vanessa e diventarle amico.
Strane la capisce, la fa sentire importante, bella, interessante.“Paragonava i miei capelli al colore delle foglie d’acero, mi metteva in mano i libri di poesia: Emily, Edna, Sylvia. Faceva in modo che mi vedessi così come mi vedeva lui, una ragazza con il potere di sorgere con i miei capelli rossi e divorarlo come aria”.
Strane corteggia e seduce la ragazzina.
Vanessa è totalmente soggiogata da quell’uomo ammantato dall’aura del primo amore, capace di comprenderla come mai nessuno prima.“Non era il fatto che fossi giovane ad attrarlo. Lui amava sopra ogni cosa il mio modo di ragionare. Diceva che avevo un’intelligenza emotiva fuori dall’ordinario e che scrivevo divinamente, che con me poteva parlare, poteva confidarsi. Nel profondo del mio essere, sosteneva, palpitava un romanticismo oscuro, lo stesso che riconosceva dentro di sé. Nessuno aveva mai davvero compreso quella parte di lui, prima che io entrassi nella sua vita”.

La loro relazione continuerà anche dopo che Vanessa sarà costretta a lasciare la scuola.
Poi un giorno, quando ormai Vanessa ha 32 anni, una ex alunna denuncia Strane. Siamo nei giorni del movimento #metoo e Vanessa all’improvviso è costretta a definire il suo rapporto con Strane. Anche lei, Vanessa, è una sua vittima, è stata abusata, o lei è diversa, lei, davvero, è stata amata dal professore?

La mia opinione su Mia inquieta Vanessa di Kate Elizabeth Russell

Mia inquieta Vanessa, romanzo d’esordio della Russell, è un romanzo di forte impatto.
Il titolo originale è My dark Vanessa, ripreso da un romanzo di Nabokov, scrittore molto amato anche dalla Russell.
Il professore Strane regala Lolita a Vanessa, e la ragazza si immedesima a tal punto da arrivare addirittura a confondere ciò che è veramente accaduto tra lei e Strane e ciò che è raccontato nel romanzo.

Il libro è stato per il Sunday Times e il New York Times il romanzo d’esordio più venduto del 2020.
Ha avuto una lunga genesi, ben 20 anni, e in una intervista ad Entertainment Weekly la scrittrice ha dichiarato di essersi ispirata alle sue relazioni, avute dall’età di 15 anni, con uomini più grandi di lei per creare il personaggio di Strane ma che il romanzo non deve essere intenso come un memoir ma come un’opera narrativa a se stante.

Mia oscura Vanessa è la storia di un abuso raccontato dalla vittima.
Una vittima che però non si sente tale per molti anni, che scusa il professore Strane accusandosi di averlo in qualche modo istigato, forzato a cedere ai suoi istinti, una vittima che definisce AMORE il rapporto con Strane.
Vanessa per anni continuerà a sentirsi responsabile di ciò che è accaduto non rendendosi conto di essere manipolata da Strane.
La Vanessa quindicenne e poi la donna adulta rimangono bloccate in un legame tossico che non vogliono e non riescono a recidere.
Eppure Vanessa nel suo profondo sa che Strane le ha fatto del male ed infatti capita che si confidi di getto come se la storia, le parole, l’orrore avessero bisogno di gridare per farsi sentire ma subito dopo si ritrae, sminuisce, inventa scuse, si contraddice, nega. “Non mi ha proprio stuprata, stuprata” dirà ad un professore del college.

Il lettore sa bene che Strane è un pedofilo, che ha approfittato della psicologia debole e del carattere chiuso e solitario della ragazza per circuirla perciò rimane inerme, angosciato, a leggere di come Vanessa si arrenda, prendendosi la responsabilità per giunta, agli abusi dell’adulto.
Il libro pone una questione molto forte: si è in grado di riconoscere un abuso? E quanto è forte il legame tra le due parti coinvolte?
La cosa assurda di tutta la vicenda di Vanessa è che di fatto nessuno si è occupato dell’abuso, nessuna indagine approfondita a scuola, nessuna domanda in famiglia, quasi che la cosa potesse risolversi da sola.

Vanessa cambia scuola ma continua a vedersi con Strane perché non può farne a meno anche se poi ogni incontro la lascia svuotata, morta dentro.
Come la Bella Addormentata dorme un sonno simile alla morte, Vanessa, imbottita di droghe e farmaci per non pensare, vive in un limbo da cui non riesce a scuotersi; sarà la denuncia dell’ex studentessa contro Strane supportata dall’onda del movimento #metoo che porterà Vanessa a dare il nome abuso al suo rapporto con Strane.

Leggendo il libro mi sono ritrovata addosso la stessa sensazione di quando lessi Lolita: malessere, disagio, dolore.
Non a caso molti hanno detto che leggerlo è come sentire Lolita raccontare la sua versione della storia.

Un libro forte, scritto meravigliosamente; una storia brutale di dolore, prevaricazione e sofferenza adagiata tra parole di una bellezza audace e inaudita.
Buona lettura.

Mia inquieta Vanessa
Kate Elizabeth Russell
Mondadori, 2020, p. 360, €. 20,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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