Susanna e gli orchi, Mariella Ottino, Silvio Conte

Ultima Modifica: Ott 20, 2020

“Ci avevano assicurato che non sarebbero venuti!” dissi a tuo padre.
“Prendi una valigia, presto,” mi ordinò lui “mettici dentro qualche vestito, i gioielli, possono servire.
E tu, Susanna, vieni qui!” Jakob ti prese in braccio e ti guardò disperatamente negli occhi:
“Mi prometti di fare sempre come ti dice il tuo papà? Dobbiamo andare via con dei signori. È pericoloso”.
“Pericoloso come entrare nella casa di una strega?”
“È una prova per diventare grande, Tu vuoi diventare grande?”
“Come i bambini del parco?”
“Come le principesse. Loro non diventano grandi senza essere messe alla prova” ti spiegò tuo padre.
“Come le principesse avrò il vestito di perle e le scarpette di cristallo?”

La recensione di Susanna e gli orchi di Mariella Ottino e Silvio Conte

Germania 1942.
Durante i rastrellamenti, Susanna e la sua famiglia vengono presi.
Susanna riesce a non separasi dai suoi genitori e ad andare nel campo di concentramento con loro.
Per la bambina l’ unica speranza di sopravvivere è nascondersi e così i prigionieri scavano una buca nel pavimento dell’alloggio nel campo.

Susanna passerà tutto il giorno nella buca, ricoperta di legna così da non destare sospetti e da essere completamente invisibile in caso di un controllo improvviso, e dovrà stare ferma e zitta.
La bambina è molto coraggiosa e inventa, nel buio e nel freddo della buca, un mondo popolato di figure magiche dominato da un Principe Topo che promette di combattere e di salvarla.

La mia opinione su Susanna e gli orchi di Mariella Ottino e Silvio Conte

Susanna e gli orchi, edito da Albe edizioni, è scritto da Mariella Ottino e Silvio Conte ed illustrato con tavole in bianco e nero da David Rodriguez. Il libro utilizza il carattere TestMe Sans 02 studiato per facilitare la lettura.
La vicenda è ispirata alla storia di Susanna Raweh, rinchiusa in un campo di concentramento, che riuscì a salvarsi nascondendosi in una buca scavata nel terreno.

La narrazione di Susanna e gli orchi è raccontata da diverse voci su diversi piani temporali.
C’è Susanna, ormai grande e medico a Gerusalemme, che accudisce l’anziana madre molto malata e prossima alla morte nel 1967.
C’è il racconto della madre di Susanna che narra del 1942.
E infine Susanna che racconta il lager e l’amicizia col Principe Topo e il suo nascondiglio sotto il pavimento della baracca. Ogni registro narrativo è indicato da un diverso carattere tipografico così da essere facilmente riconoscibile dal lettore.

Tre voci diverse per raccontare il dramma della Shoah con una storia intensa che mantiene intatto il mondo sognante e magico dell’immaginazione infantile.
Susanna deve trovare la forza in se stessa per sopravvivere in quelle condizioni estreme e rifugiarsi in un personaggio fiabesco è un modo per trovare una ragione per resistere.

Intorno a Susanna il mondo crolla e leggendo la sua storia una volta di più il lettore si chiede come sia potuto accadere un orrore simile.
Una storia importante che ci regala un personaggio che rimarrà a lungo nella mente dei lettori.
Buona lettura.

Susanna e gli orchi
Mariella Ottino, Silvio Conte
Albe edizioni, 2018, p. 192, €. 13,50

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