La ragazza con le scarpe di tela, Annelise Heurtier

Dovevamo sempre tacere, sempre obbedire. E per una ragazza era ancora peggio. Eri la figlia di tuo padre, la moglie di tuo marito, la madre dei tuoi figli, ma quando si aveva il diritto di essere se stesse? Quando si poteva ridere, gridare, tentare, osare, sbagliare? Correre?

La recensione di La ragazza con le scarpe di tela di Annelise Heurtier

Catherine ha quindici anni e vive in Francia, in un piccolo sobborgo dove la vita scorre sempre uguale.
La famiglia di Catherine è proletaria, il papà lavora in fabbrica e la mamma fa la casalinga e bada ai bambini.
La ragazza, grazie a una borsa di studio, frequenta il ginnasio.
Nulla differenzia Catherine dalle sue coetanee eppure la ragazza ha un segreto.
Le piace correre. Per strada, nel parco. Catherine corre per andare a scuola, corre il pomeriggio tardi. Correre le dà gioia, la fa sentire viva.
Siamo nel 1966 e correre è considerato, soprattutto per una donna, una stramberia. Le ragazze non corrono. Indossano gonna, mocassini e sono composte.
Catherine si sente oppressa dalle leggi non scritte che regolano e limitano il mondo femminile, vuole essere libera di scegliere, di decidere cosa fare.

La mia opinione su La ragazza con le scarpe di tela diAnnelise Heurtier

Ispirato alla storia di Kathrine Switzer, la prima donna a correre la Maratona di Boston nel 1967 quando alle donne ancora era proibito, La ragazza con le scarpe di tela, tradotto da Ilaria Piperno, è una storia intensa di emancipazione e scoperta di sé.
Annelise Heurtier sposta l’azione in Francia e ci catapulta in una realtà che non avremmo mai immaginato.
Non sembra possibile che alla fine degli anni ’60 fosse sbagliato o sconveniente per una donna praticare la corsa eppure è questo lo sfondo su cui si muove la narrazione.
La giovane Catherine si scontrerà con la mentalità molto chiusa dell’epoca, soprattutto in un piccolo centro, ma scoprirà anche che le cose stanno piano piano cambiando e che per le donne è possibile immaginare un futuro diverso da quello delle loro madri.

Mi ero voluta nascondere, ma ormai avevo voglia di fare esattamente l’opposto. Mostrare a tutti che una ragazza era capace, che una ragazza poteva avere coraggio. Mostrare che potevamo correre dieci chilometri senza crollare all’arrivo, senza barcollare, provando piacere nel farlo, senza che questo fosse indecente o volgare. E mostrare quanto fosse ridicolo impedircelo.

Il vento del ’68 inizia timidamente a sollevarsi, rendendo i giovani, soprattutto le ragazze, coscienti che non c’è niente che non possano fare.
Dopo secoli in cui alle donne si era detto di no e le si era considerate troppo deboli, troppo stupide, troppo poco in tutto, Catherine è il simbolo del credere nelle proprie capacità, del non aver paura di mostrarsi.

La ragazza con le scarpe di tela è una storia meravigliosa di crescita, coraggio ed emancipazione, con una protagonista ricca di sfumature e capace di non arrendersi mai.
Buona lettura.

La ragazza con le scarpe di tela
Annelise Heurtier
Gallucci, 2020, p. 209, €. 13,50

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here