Tana libera tutti, Walter Veltroni

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“Mi chiamo Samuel, ma tutti mi chiamano Sami.

Quindi mi chiamo Sami.

Ho compiuto da qualche giorno quattordici anni e sto per tuffarmi in mare. Nel mare più bello che abbia mai visto. E’ azzurro, trasparente, sembra che mi aspetti.”

La recensione di Tana libera tutti, Walter Veltroni

Sami Modiano vive a Rodi, viene espulso dalla scuola a otto anni, in terza elementare.

Non capisce il motivo, l’insegnante non glielo spiega, gli dice solo di andare a casa e di farselo spiegare dal padre.

Da allora Sami non è più un bambino, ma semplicemente un ebreo.

Subisce con il padre, la madre era morta anni prima, e la sorella maggiore Lucia le difficoltà degli ebrei durante il periodo fascista.

Nel 1944 con la sua famiglia Sami viene portato ad Atene su una nave, un viaggio di un mese in condizioni a dir poco disumane fino ad arrivare ad Auschwitz-Birkenau.

Sami ritrova la sorella per un po’ di sere, fino a quando una sera non la trova più ed il padre in seguito decide di andare in ambulatorio che è una condanna a morte.

La mia opinione di Tana libera tutti, Walter Veltroni

“Tu ce la devi fare!ì” dice Jakob salutando il figlio.

Questa frase ha aiutato tanto Sami, gli ha dato la forza di lottare. La storia di Sami, uno degli ultimi superstiti della Shoah raccontata da Walter Veltroni.

Nel 2005 Sami è tornato ad Auschwitz con dei ragazzi e con il Sindaco Walter Veltroni, ed in seguito ha raccontato la sua storia a molti studenti.

E’ stato l’unico sopravvissuto della sua famiglia ed ha iniziato a testimoniare l’orrore subito in quei giorni terribili, una storia dura da raccontare e da ripercorrere.

Un pezzo di storia da dimenticare, ma anche da conoscere per non ripetere gli stessi errori.

«Studio, mi comporto bene. Perché devo essere cacciato, isolato, marchiato per una colpa che non esiste? Sono ebreo, e allora?»

Buona lettura!!

Tana libera tutti
Walter Veltroni
Feltrinelli, 2021, p. 155, 13,00€

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