L’uomo visibile, Chuck Klosterman

Sono molto sconfortata per la piega presa dagli eventi, ma che altro posso fare? Non posso aiutare quell’uomo. Io non sono un medico.

La recensione di L’uomo visibile di Chuck Klosterman

Probabilmente crediamo di sapere tutto delle persone che frequentiamo.
Ma possiamo davvero dire di conoscerle veramente?
Chi può dire di sapere esattamente come è la vera essenza di qualcuno, di conoscere cosa fa quando è completamente solo, quando non indossa la maschera che usa insieme agli altri?

Y_____ si presenta dalla dottoressa Victoria Vick asserendo di studiare le persone.
L’uomo ha collaudato un sistema che gli consente di introdursi in casa d’altri senza essere visto e di osservarne le vite senza intervenire per non turbare la realtà e poter “studiare” i comportamenti degli altri.
Se la dottoressa all’inizio è spiazzata da queste rivelazioni, nel corso degli incontri inizierà a capire il mondo di Y____ anche se è difficile stabilire cosa l’uomo si aspetti dalla terapia.
La narrazione di Y____ è uno sfogo, il piacere di raccontare qualcosa di proibito oppure altro?
E quanto è difficile mantenere la giusta distanza tra paziente e terapeuta quando il paziente è come Y____?

La mia opinione su L’uomo visibile di Chuck Klosterman

Per lei chiunque non possa essere visto è invisibile.
Ma ci sono persone invisibili anche in bella vista, Victoria.
Gran parte del mondo lo è.
Io volevo vederlo, l’uomo visibile.
Ecco cosa sto facendo. È sostanzialmente tutto qui.

Il primo aggettivo che mi viene in mente parlando di questo romanzo di Chuck Klosterman, scrittore e giornalista statunitense, è INTERESSANTE.
Infatti la trama, la struttura, la scrittura sono particolari e avvincenti.
L’uomo visibile, tradotto da Leonardo Taiuti, e pubblicato da Alter Ego Edizioni, è il racconto delle sedute tra un paziente, Y____, e la psicologa Victoria Vick.
Nel testo troviamo le trascrizioni delle sedute, le lettere della psicologa all’editore, la donna infatti deciderà di pubblicare la storia di Y____, e la narrazione di altri avvenimenti in forma più romanzata.
Il risultato è un libro che si divora, una storia a metà strada tra thriller e Sci-Fi, una narrazione tesa che trascina fino ad un finale inaspettato.

Il libro centra la narrazione su alcune questioni: il rapporto paziente-terapeuta, il voyerismo e le sue implicazioni, la privacy.
Infatti il centro della narrazione è proprio il convincimento di Y___ che lo studio dei soggetti da lui scelti renda lecito intrufolarsi nelle loro vite ed osservarle fin nei dettagli più intimi.
Y____ è un uomo malato oppure i suoi esperimenti hanno un senso?

Alla fine della lettura ci si chiede cosa significhi essere se stessi.
Siamo il collega simpatico, l’amico delle partite viste al bar, il taciturno che la sera siede davanti alla tv? Insomma noi chi siamo? Un insieme di tutti questi IO oppure la nostra vera essenza rimarrà per sempre invisibile e quindi saremo, come dichiara Y____, visibili ma allo stesso tempo invisibili?

Possiamo affermare di essere gli unici a conoscere veramente noi stessi?
E se così fosse perché scegliamo di indossare delle maschere?
È la paura di essere rifiutati che ci guida o semplicemente le nostre sovrastrutture sono così radicate che non ci accorgiamo di fingere?

La storia di Y____ è una storia che agita la coscienza, turba, in certo qual modo scombussola il lettore e lo porta a chiedersi, con un po’ di paura e guardandosi alle spalle: e se capitasse a me?
Buona lettura.

L’uomo visibile
Chuck Klosterman
Aler Ego, 2020, p. 288, €. 16,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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