Un gelido inverno per Pike, Benjamin Whitmer

Dana è facile da notare. Entra preceduta dal suo bacino unto, con addosso un giaccone invernale rosa che sembra essere passato sotto le ruote di un camion della spazzatura. La segue controvoglia una ragazzina sporca con i capelli neri, di dodici anni, che porta una felpa sdrucita troppo leggera per il tempo che fa. Dana posa gli occhi su Pike come se lo conoscesse, gli si avvicina e spinge la ragazzina a sedersi sulla panca di fronte a lui, allo stesso tavolo; poi la segue, a testa bassa come per assicurarsi che nessuno la noti anche se è improbabile che qualcuno non l’abbia già fatto.

La recensione di Un gelido inverno per Pike di Benjamin Whitmer

Pike è un uomo di poche parole. Non parla molto di sé
A Nanticote conosce tutti e lavora insieme a Rory, giovane aspirante pugile, nel campo delle ristrutturazioni.
Il suo passato è fatto di violenza e lavori sporchi e tutto potrebbe immaginare se non di ritrovarsi con una nipote dodicenne mai vista prima.
Sua figlia Sarah, prostituta, è morta di overdose e Wendy non ha nessun altro al mondo tranne Pike.
L’uomo decide di tenere la ragazzina ma soprattutto vuole scoprire cosa è davvero accaduto a sua figlia.

La mia opinione su Un gelido inverno per Pike di Benjamin Whitmer

Un gelido inverno per Pike è un libro davvero ben scritto e Benjamin Whitmer costruisce una storia cruda ma ricchissima.

Il libro, tradotto da Marco Piva, è un noir da manuale.
I personaggi sono corrotti, cattivi, emarginati, problematici.
I luoghi che fanno da sfondo, Cincinnati e Nanticote, sono due città fatte di fango, neve sporca, liquore, fumo e bar di periferia.

Non ci sono buoni, tutti sono imperfetti, cattivi, disperati, inchiodati da un passato devastante che impedisce loro di cambiare vita. Le chiacchiere davanti a una birra, l’euforia di un incontro vinto rendono sopportabile lo squallore di una vita che arranca, destinata probabilmente a rimanere sempre uguale.

Pike è una figura tormentata tesa alla ricerca della verità, costi quel che costi. Uccide a sangue freddo quando necessario, senza rimorsi perché in quel mondo là se ti fermi a riflettere sulle tue azioni sei finito.
È il protagonista che trascina la vicenda, che insegue la verità, che dà la caccia a Krieger, poliziotto corrotto.

Un gelido inverno per Pike trasuda ferocia e crudeltà; un libro che inizia col sangue e finisce sotto un sole accecante, tra vaste pianure e radi cespugli.
Si può scappare dal proprio passato?
Forse l’unica cosa che si può fare è non combatterlo.

È un paesaggio fatto apposta per ricordarti che tutti abbiamo, dentro, un senso di vuoto che non sappiamo gestire, che l’unico trucco per vivere è non distruggersi cercando di liberarsene.

Buona lettura.

Un gelido inverno per Pike
Benjamin Whitmer
Elliot, 2020, p. 224, €. 17,50

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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