L’opposto, Mauro Scarpa

Io gioco da opposto e spesso faccio il contrario di quello che mi si dice. Mi auguro e vi auguro di trovare il modo giusto di esprimervi, un modo tutto vostro. Che sia una ricezione precisa o un’alzata veloce o un attacco nei tre metri. Non importa. Si può essere brave persone e vincere lo stesso, anche perdendo una partita. Non mollate. Andate fino in fondo.

La recensione di L’opposto di Mauro Scarpa

Antonio e Francesco sono migliori amici e giocano nella stessa squadra di pallavolo.
Siamo negli anni novanta, Andrea Zorzi è il mito a cui guardare e Julio Velasco è l’allenatore che ha rivoluzionato la pallavolo in Italia.
Per Francesco la vita è una continua gara con se stesso e spesso, vuoi l’età, quindici anni, vuoi la difficoltà di crescere, si ritrova a non sapere più chi è.
A volte si sente estraniato, diverso, incapace di decidere.

Il suo ruolo in campo è quello di Opposto, cioè è quello che schiaccia le palle servite dall’alzatore.
Francesco è un attaccante, il migliore della squadra, ma quando si scopre innamorato di Giulio si renderà conto che la bravura in campo non ti risparmia le battute degli avversari o l’imbarazzo dei compagni di squadra.

La mia opinione su L’opposto di Mauro Scarpa

L’opposto di Mauro Scarpa è un romanzo breve con la prefazione di Andrea Zorzi.
La storia di Francesco e Antonio è la storia di un’amicizia, della passione per la pallavolo e di quanto non sia sempre facile crescere e decidere chi essere.

Una storia che, per chi è stato adolescente in quegli anni, è un tuffo nei ricordi in piena regola.
Perché la generazione di fenomeni della squadra di Velasco l’abbiamo vissuta e Andrea Zorzi era un mito anche per chi, come me, non giocava a pallavolo.

L’opposto è una storia di crescita, consapevolezza, coraggio, amore: amore per la pallavolo, lo sport che è il centro della vita del ragazzo, e amore per Giulio che rappresenta il futuro.

Crescere non è mai semplice, bisogna accordarsi con un corpo che ci cambia sotto gli occhi, con nuovi sogni e desideri, consapevolezze che non si immaginava di poter avere. Tutte cose che richiedono un grande sforzo e un grande coraggio.
Il coraggio di essere se stessi perché diventare adulti è anche cercare di combattere i “sarebbe meglio se” per non essere fagocitati e perdere se stessi.

Francesco deve scegliere se provare vergogna o essere felice. Forse fa parte del diventare adulti sentire di potersi scegliere.

Buona lettura.

L’opposto
Mauro Scarpa
Read Red Road, 2020, p. 112, €. 15,00

 

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