Al passato si torna da lontano. Una storia italiana, Claudio Panzavolta

Lo conoscevamo tutti come “Pippo”, il cacciabombardiere che di sera, quando faceva buio, passava per le sue perlustrazioni. A volte lasciava cadere giù delle striscioline argentate. Erano tante, sottili sottili. Dicevano che servivano a confondere i radar nemici. Io so solo che il rifugio non era ancora stato costruito e ci si nascondeva un po’ dove capitava, e noi bambini le guardavamo atterrare, per poi correre a raccoglierle il giorno dopo. Mica che fossero chissà cosa, erano solo sbrindelli di stagnola, ma a noialtri sembravano d’argento, perciò… Giocavamo a chi ne metteva insieme di più, si faceva a gara.

La recensione di Al passato si torna da lontano. Una storia italiana di Claudio Panzavolta

Siamo nell’entroterra romagnolo, nel 1944.
Anita è appena una bambina ma non dimentica il momento in cui l’hanno strappata dalle braccia della madre, fucilata dai fascisti perchè nascondeva un partigiano.
Non dimentica neppure quando il padre Armando, quasi irriconoscibile, torna a casa dalla Germania.

Quando finisce la guerra Anita proverà a costruirsi un futuro insieme alla sorella, al padre e alla zia Ada, che si è sempre presa cura di lei.
Anita cresce, diventando una giovane testarda e alla perenne ricerca di giustizia, sempre in prima linea nei movimenti di emancipazione femminile.
Amori, matrimoni, rivelazioni, delusioni e invidie scandiscono la vita della famiglia Castellari, mentre il mondo rinasce dopo una guerra.

Peccato che le cose si imparino alla fine, quando non servono più a niente, se non a rodersi il fegato. I ricordi, caro mio, sono il peggior compagno che si possa avere – anche se più si invecchia, più diventano l’unica consolazione che rimane.

La mia opinione di Al passato si torna da lontano. Una storia italiana di Claudio Panzavolta

Quando ho letto la presentazione di Al passato si torna da lontano. Una storia italiana e ho letto che era ambientato nei “miei luoghi”, ho desiderato subito leggerlo.

Claudio Panzavolta ci racconta dei personaggi che sembrano fin da subito veri.
Non so se è per l’ambientazione così famigliare per me, ma mi sono immaginata benissimo Anita da piccola, tra il Monticino e la via degli Asini.

Inoltre, nota non da poco, leggendo queste pagine non ho potuto non pensare a mio nonno, che proprio in queste zone ha combattuto proprio come partigiano e che da qualche anno, purtroppo non c’è più.

Lo stile di Claudio Panzavolta è curato ma scorrevole e ci regala un romanzo assolutamente da non perdere!

L’autore: Claudio Panzavolta

Claudio Panzavolta è nato a Faenza nel 1982. Dopo essersi laureato in Storia, ha studiato Sceneggiatura cinematografica e televisiva. Vive a Venezia, dove lavora come editor per la casa editrice Marsilio. Insegna al Master in Editoria dell’Università degli Studi di Verona. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’ultima estate al Bagno Delfino.

Al passato si torna da lontano. Una storia italiana
Claudio Panzavolta
Rizzoli, 2020, 436 pag., € 20.00

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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