La notte di San Valentino, Elizabeth Wetmore

La domenica mattina inizia nell’area petrolifera, pochi minuti prima dell’alba, con un giovane addetto alla trivellazione disteso nel suo furgone a dormire come un sasso. Spalle schiacciate contro il finestrino lato guidatore, stivali appoggiati sul cruscotto, ha il cappello da cowboy così basso sul viso che la ragazza seduta fuori sul campo polveroso riesce a vedere solo la mascella pallida. Lentigginoso e quasi glabro, ha una di quelle facce che non avranno mai bisogno di radersi al mattino, a prescindere da quanto invecchierà, ma lei si augura che muoia giovane.

La recensione di La notte di San Valentino di Elizabeth Wetmore

La notte di San Valentino succedono di solito belle cose, si festeggia, si dichiara il proprio amore, oppure semplicemente si guarda un film romantico.
Invece a Gloria Ramirez, quattordici anni, capita di venire violentata e quasi uccisa da un ragazzo conosciuto in un drive-in. Quando al mattino la ragazza si sveglia è nel deserto, massacrata di botte e col suo aguzzino che dorme beato per smaltire l’alcol e le anfetamine ingoiate la sera prima.

Una donna, Mary Rose, aiuterà Gloria e testimonierà al processo contro l’uomo ma questo le inimicherà tutta la gente di Odessa, cittadina che campa sull’estrazione del petrolio.
E la vicenda di Gloria rimbalzerà anche su Corrine, da poco vedova e affranta al punto di voler solo ubriacarsi e dormire, di Debra Ann, dieci anni, la cui mamma, Ginny, non ce la faceva più e se n’è andata, di Suzanne, che vuole essere perfetta e avere una figlia perfetta, di Karla, diciassette anni e una bimba di quattro mesi.

Tutte donne di Odessa, tutte figlie del petrolio, tutte donne inutili, tolto il procreare e il cucinare perché una donna da quelle parti deve pensare unicamente a rendere più lieve la vita agli uomini, non certo a rendere felice se stessa.
E allora alle donne non rimane che solidarizzare o scappare, rinnegando tutti: il deserto infido, il Texas immenso dal cielo cangiante, il petrolio che impuzza l’aria e che promette ricchezza.

La mia opinione su La notte di San Valentino di Elizabeth Wetmore

La notte di San Valentino è il romanzo d’esordio di Elizabeth Wetmore, laureata al prestigioso Iowa Writers’ Workshop.
Un romanzo immenso, assolutamente fenomenale.
La scrittura di Elizabeth Wetmore è travolgente, affilata, meravigliosamente perfetta in ogni descrizione, dialogo, riflessione.
Ogni capitolo è affidato alla voce di una delle 7 donne protagoniste, e ogni capitolo ci guida attraverso il deserto, il dramma dell’immigrazione clandestina dal Messico, il razzismo, la violenza, le lotte di ogni donna per affermare se stessa.
Perché che tu sia messicana o americana, povera o benestante, lavoratrice o no, nel Texas del 1976 è sempre l’uomo che decide, comanda, amministra.
A lui devi rivolgerti per lavorare, per parlare. Di tua sponte puoi occuparti della casa e sfornare un figlio dopo l’altro, offrire tè freddo ma soprattutto stare zitta e non esporti.
Mary Rose sceglierà di difendere una messicana e verrà emarginata, condannata, trattata al pari di un fenomeno da circo.

La notte di San Valentino ci mostra un Texas terribile nella sua bellezza, un paese che promette ma dà poco, che si fa amare per la sua immensità.

La voce della Wetmore è fenomenale, la coralità del romanzo, il riscatto delle donne protagoniste, il modo incredibile di rendere vivo ciò che racconta, i primi due capitoli sono delle vere e proprie montagne russe emotive, tutto rende questo libro una lettura imperdibile, una storia che ringrazierete di aver avuto la fortuna di leggere.

Buona lettura.

La notte di San Valentino
Elizabeth Wetmore
Ponte alle Grazie, 2021, p. 304, €. 18,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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