Le avventure di Amerigo Asnicar, Aldo Della Vecchia

Mi chiamo Amerigo Asnicar, ho superato da qualche anno i quaranta però non ne ho ancora cinquanta, sono di origini venete e abito a Milano, dove, da più di un quarto di secolo, sono giornalista e autore televisivo.

La recensione di Le avventure di Amerigo Asnicar di Aldo Della Vecchia

Amerigo Asnicar, autore televisivo e giornalista, si ritrova spesso al centro di storie di cronaca riuscendo sempre ad essere determinante per scoprire movente e colpevole.

Il primo caso che leggiamo è quello legato all’omicidio del truccatore Rosario Russo ritrovato morto nel suo appartamento.
Amerigo dovrà poi sbrogliare una serie di strani incidenti durante un torneo di Burraco, salvare un diamante particolarissimo, e capire cosa nascondano i concorrenti di un programma televisivo.

La mia opinione su Le avventure di Amerigo Asnicar di Aldo Della Vecchia

Le avventure di Amerigo Asnicar raccoglie 6 racconti scritti in momenti diversi e dà l’avvio ufficiale alla serie dedicata a questo personaggio.
Uno dei racconti contiene una canzone inedita di Cristiano Malgioglio.

Adorabile è il primo aggettivo che mi viene in mente quando penso a questo libro.
I 6 racconti sono molto carini, ben scritti, spesso hanno protagonisti famosi e sono godibilissimi.

Le storie sono ambientate tutte a Milano nell’ambiente televisivo, inoltre è molto ben descritto il lavoro dietro le quinte di eventi importanti e programmi televisivi di successo.

Lo stile e la trama ricordano un po’ le storie del tenente Colombo o della famosissima signora Fletcher perché sono argute, ben congegnate e molto garbate.
Un libro con uno stile elegante e piacevole da leggere, e storie investigative dove la prontezza e l’occhio attento di Amerigo regalano finali e colpevoli imprevedibili.

Buona lettura.

 

SIBY
Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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