Il caravan, Jennifer Pashley

Per le ragazze come noi non c’è una prima volta e non c’è un’unica volta. Non c’è niente di speciale, e non c’è amore. Continua per sempre, come un ciclo che si ripete nel cervello, una scopata infinita che ti spacca in due e ti trasforma le viscere in un’unica grande cicatrice.

La recensione di Il caravan di Jennifer Pashley

Rayelle passa le sue serate nei bar di South Lake. Deve distrarsi con l’alcol altrimenti cosa le resta della vita? Fermarsi un attimo significherebbe pensare a Summer, la figlioletta morta per uno stupido incidente.
Una sera incontra Couper, giornalista molto più grande di lei che sta seguendo una pista per un romanzo. L’uomo sente che la scomparsa di alcune donne e ragazze negli ultimi tempi potrebbe disegnare un quadro comune. Sua intenzione è battere gli stati del Sud: Georgia, Carolina, Virginia per seguire la storia di queste donne scomparse nel nulla. Per Rayelle seguire Couper nel suo viaggio sembra la cosa giusta da fare e così parte insieme a lui su una Gran Torino verde avocado a cui è attaccato un camper.

Khaki è la cugina, sorella, amante di Rayelle. Di Khaki non si hanno notizie da anni, da quando se ne andò con il suo ragazzo dell’epoca.
Ma Rayelle ora vuole sapere cosa le è capitato, ora che vede quanto sia facile per una donna perdersi nei grandi spazi americani e svanire.

La mia opinione su Il caravan di Jennifer Pashley

Il caravan è il romanzo d’esordio di Jennifer Pashley già insegnante di scrittura creativa alla Syracuse University. Il romanzo è tradotto da Anna Mioni e pubblicato da Carbonio Editore nella collana Cielo Stellato.

Che libro! Che storia!

Jennifer Pashley racconta una vicenda nerissima, angosciante, emotivamente sconvolgente. Mentre si legge il romanzo si è intrappolati e avviluppati nella storia così strettamente da non riuscire a pensare ad altro. Il caravan è un romanzo che continua a ronzarti in testa, al lavoro, mentre fai la spesa, i suoi personaggi sono così giganteschi che è impossibile metterli da parte.

Rayelle e Khaki sono la faccia di una stessa medaglia, la rappresentazione di quell’America profonda fatta di case mobili, motel, strade infinite, spazi immensi, cieli in cui perdersi. Fiumi freddi e foreste profumate di resina. Pompe di benzina in mezzo al nulla, notti buie, temporali improvvisi, caldo asfissiante. Donne scomparse e uccise, ingannate e uccise, amate e uccise.

Rayelle e Khaki, nomi da bianchi poveri, come Rayelle sottolinea più volte, quei bianchi che vivono ai margini della città, in case dove la violenza è più comune dell’amore e dove si cresce in fretta, così in fretta da essere considerati adulti quando si è ancora bambini.

Il caravan è un libro che racconta tante storie: madri in lutto come Rayelle, donne che hanno trasformato la violenza ricevuta in odio verso le loro simili come Khaki che raccoglie le donne per strada e poi le uccide dopo averle amate ed aiutate, donne assalite da chi amavano, defraudate della fiducia, in fuga da case piene di violenza.

Mi è piaciuto moltissimo questo romanzo. Jennifer Pashley ha uno stile di scrittura complesso che non ti permette nessuna distrazione. Le narrazioni si intersecano tra di loro, i ricordi di un personaggio fluiscono su livelli temporali diversi a distanza di una frase appena. Ogni parola è perfetta, ogni momento descritto risplende sulla pagina sia che si parli di incesto, omosessualità oppure morte.

Il caravan è stato davvero un viaggio immersivo, totalizzante, capace di farmi rimanere col fiato sospeso fino all’ultima parola, quel Kathleen che giunge improvviso e inaspettato a segnare un finale che avrei voluto non arrivasse mai.

Buona lettura.

Il caravan
Jennifer Pashley
Carbonio Editore, 2020, €. 16,50

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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