Tor e il prigioniero, Thomas Lavachery

La notizia si è sparsa per tutto il reame. la gente non parla d’altro, i giornali ne fanno titoli a caratteri cubitali. “Catturato un troll nella foresta di Skogsfur”.

La recensione di Tor e il prigioniero di Thomas Lavachery

Quando il giovane Troll Trungigh viene catturato e venduto ad un circo, Tor capisce che deve assolutamente liberarlo.
Così insieme al papà e allo zio Einar escogita un piano rischioso: si faranno assumere al circo e una volta all’interno libereranno il Troll.

La mia opinione su Tor e il prigioniero di Thomas Lavachery

Tor e il prigioniero è l’ultima avventura con protagonista Tor e la sua famiglia.
Come nei libri precedenti, Tor è un bambino particolarmente fortunato perché è amato dalla comunità dei troll visto che li ha aiutati in molte occasioni.

In questo romanzo, Thomas Lavachery ci fa riflettere sullo sfruttamento degli animali nel circo e su come gli uomini si arroghino sempre il diritto di decidere per chi non è come loro.
Il povero Troll catturato è tenuto in una gabbia, come appunto gli altri animali del circo, e addestrato con frusta e minacce e tutto per guadagnare soldi. Così come il pubblico che non si ribella all’idea di un Troll o di un altro animale in gabbia ma anzi, finché lo spettacolo va avanti, è ben contento di guardarlo.

Tor e il prigioniero è una storia breve ma molto significativa, ricca di messaggi importanti e di momenti divertenti perché il papà e zio Einar sanno sempre come uscire dalle situazioni più difficili con una faccia tosta come poche.

Buona lettura.

La mia opinione su Tor e il prigioniero
Thomas Lavachery
Gallucci, 2021, p. 58, €. 7,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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