Caro nonno che non tornerai più, Bruno Tognolini

Caro nonno, son passati tanti giorni
Ho aspettato e ho capito che non torni
Ti hanno messo come un seme in un bell’orto
Ci ho pensato e ho capito che sei morto

La recensione di Caro nonno che non tornerai più di Bruno Tognolini

Caro nonno che non tornerai più è un albo delicato e commovente sul senso della morte per un bambino. Morte che diventa assenza, raffigurata nei disegni di Simona Mulazzani: un impermeabile appeso vicino ad un cappello, una poltrona su cui nessuno fa compagnia al gatto, una tavola dove non si mangia, un cimitero di lapidi e cipressi. E un bambino che decide di piantare il ricordo del nonno nel suo cuore.

La mia opinione su Caro nonno che non tornerai più di Bruno Tognolini

Il lutto spiegato da Bruno Tognolini con pochi semplici versi nella sua filastrocca Caro nonno che non tornerai più. Filastrocca che potete anche ascoltare grazie al QR Code all’interno del libro che vi rimanderà alla versione musicata e cantata da Lorenzo Tozzi.

Per i bambini i nonni sono amici e compagni di giochi, sono quelli da cui correre quando qualcosa non va, sempre pronti a donare affetto e risate e tanto amore.
Parlare di morte, di lutto, non è mai facile così come trovare le parole giuste. Abbiamo sempre paura che soprattutto i bambini soffrano troppo ma credo che sia importante parlare anche di ciò che li spaventa.
La morte è un momento difficile e non è mai facile accettare che qualcuno di così importante per noi non ci sia più. Assenza però non significa oblio perché chi ci ha lasciati rimane in qualche modo vicino.
Il suo ricordo mette radici nel nostro cuore e continua a vivere in noi.

E io ancora non ti vedo, però ora so perché
Non ti vedo perché sei dentro di me.

Caro nonno che non tornerai più
Bruno Tognolini
Gallucci, 2021, p. 28, €. 13,50

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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