
Finché ci sarà una lingua, bisognerà sforzarsi di raccontare ogni storia possibile, comprese quel le impossibili. Perfino questa, che spinge per in cominciare e finisce per irrompere nella frase sul quadrivio in cui Gambino, promotore di numeri pari e collezionista di capelli altrui in villeggiatura, si arresta passando in rassegna con lo sguardo i punti cardinali che non a caso, riflette, sono quattro, senza contare gli innesti della botanica cartografica che molto spesso disorientano, affliggendo i malcapitati.
La recensione di Deriva di Carlo Sperduti
Un uomo senza nome, affetto da paralisi temporanee, conduce una vita singolare al fianco di Sofia, essere dall’aspetto mutevole, in una società che obbliga tutti a uscire in strada e incontrarsi.
Gambino, apparso in una frase e Filomena, donna-luogo dal bicchiere sempre pieno si incontrano in un villaggio turistico che ospita una sola persona alla volta.
Tre realtà (o finzioni) troviamo in Deriva, il nuovo romanzo di Carlo Sperduti, tre realtà che si ignorano ma che tuttavia ci lasciano un fitto dialogo che va letto molto attentamente.
Io ho dovuto ricominciarlo tre volte, perchè mi sono resa conto di perdermi.
Ma quando finalmente sono riuscita a orientarmi, non sono più stata capace di allontanarmene.
Non ci stiamo allontanando, Gambino, non deve preoccuparsi.
Ci stiamo separando, come fanno i continenti, per metterci a fuoco e poterci desiderare:
il desiderio è il contrario della lontananza, vede?, è scritto proprio qui
Buona lettura!
L’autore
Carlo Sperduti è nato a Roma nel 1984 e vive a Perugia, dove fa il libraio. È autore di racconti, microfinzioni e romanzi per numerose case editrici e riviste indipendenti. Con pièdimosca edizioni ha già pubblicato il romanzo Le cose inutili e due racconti sulla rivista settepagine; ha inoltre curato l’antologia Quaranta cose inesistenti, interamente scritta da autrici e autori di otto e nove anni.
Deriva
Carlo Sperduti
Pièdimosca, 2021, 160 pag., € 15.00








