Nottambuli a cena, Otello Marcacci

Ho preso tempo, anzi ho provato a fermarlo, ma si è spostato solo un po’, anche se esserci riuscito mi ha reso orgoglioso. La felicità può essere la somma di piccoli istanti di leggero sollievo.

La recensione di Nottambuli a cena, Otello Marcacci

Provo a raccontare l’effetto che mi ha fatto questo romanzo strano scritto da un toscano. Provo a farlo senza copia-incollare la trama, che direbbe già tanto ma non tutto.
Sempre ammesso che quel “tutto” si possa dire in poche righe, che altrimenti conviene leggersi subito il libro, senza andare a curiosarne la sinossi, no?

Colui che parla è Luca Migliorini, ingegnere che il padre avrebbe voluto avvocato. Luca parla della crisi economica e dei salti mortali tripli carpiati che prova a fare per non far fallire la piccola azienda che ha messo su. Ma Luca parla anche dei suoi amici e della sua vita, del gruppo di personaggi che ne fanno parte, non sto a elencarne i nomi e i soprannomi, ma ricordatevi che stiamo parlando di un linguaggio toscano maremmano, lingua sarcastica e piena di frecciatine, anche potenti.

La mia opinione su Nottambuli a cena, Otello Marcacci

Dicevo dell’effetto che ha avuto su di me questa storia. All’inizio non amavo Luca. Era troppo lagnoso il suo tono (ma in effetti stava raccontando del perché aveva deciso di uccidersi, mica poteva essere una festa), pareva proprio che tutti ce l’avessero con lui e che lui desse ragione proprio a loro. Poi però ha cominciato a scherzare sull’acquisto dell’ultima sua residenza, tutto organizzato, posto al sole compreso, e ha cominciato a starmi simpatico. Ancora più avanti ha tirato fuori il coniglio dal cilindro e si è trasformato in un salvatore, paladino della giustizia. A modo suo.

“Togliergli quel cazzo di cappuccio dalla testa, perché possa guardare in faccia il mondo senza paura. Mettergli in bocca le parole per far passare per scemi gli altri, prima che gli altri dicano che lo scemo è lui. Un aiuto concreto. Che poi è quello di cui avrei bisogno io.”

Ma non è finita qui, perché poi la vita ha portato davanti a lui un’occasione che non si è voluto far sfuggire. A caro prezzo, però. E si è trasformato nuovamente.
Ecco, avete presente un mago? Un trasformista, uno che mentre vi parla fa sparire il suo sorriso e ne tira fuori una maschera tragica?
Luca Migliorini è uno di quei maghi lì. E il modo in cui ne parla il suo autore è altrettanto magico, ironico, sarcastico, drammatico.
Potrei continuare a descrivere per righe e righe le continue trasformazioni di Luca Migliorini e del mondo intorno a lui. Ma forse è meglio che le osserviate con i vostri occhi.

Una parte di me, alla fine, si è convinta che la grazia di dio è un procedimento alchemico che si attiva soltanto quando l’amore scorre dentro di noi, nella compassione e nell’interesse per gli altri esseri umani

E mi raccomando, arrivate a leggere fino in fondo, ma proprio all’ultima pagina, non ve ne pentirete.

Nottambuli a cena
Otello Marcacci‎
Les Flâneurs Edizioni, 2022, p. 324, €. 18,00

Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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